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IL PENSIERO DI ANTONIO LIVI IN SINTESI

Livi, la metafisica e il senso comune    di Pier Paolo Ottonello, ordinario di Filosofia nell’Università di Genova     La produzione filosofica che Antonio Livi ha dato alla luce in quest’ultimo quarantennio è considerevole sia per la coerenza del percorso, sia per il costante nitore...

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BIBLIOGRAFIA CRITICA SUL PENSIERO DI ANTONIO LIVI

Posted by admin | Posted in Senza categoria | Posted on 11-07-2013

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Volumi (in ordine cronologico):

1. Roberto Di Ceglie, La filosofia del senso comune in Italia. Obiezioni e risposte, Casa editrice Leonardo da Vinci, Roma 2005.

2. Loretta Iannascoli, Verità e ricerca. La gnoseologia di Romano Guardini a confronto con la filosofia del senso comune, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2008, pp. 228.

3. Vari Autori, Per una metafisica non razionalistica. Discussione su “Metafisica e senso comune”, di A. Livi, a cura di Valentina Pelliccia, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2008, pp. 186.

Contributi di: Francesco Coralluzzo (Università Lateranense, Roma), Roberto Di Ceglie (Università Lateranense, Roma), Markus Krienke (Facoltà Teologica di Lugano), Francisco de Macedo (Università Lateranense, Roma), Ambrogio Giacomo Manno (Università “Federico II”, Napoli), Maria Antonietta Mendosa (Università “La Sapienza”, Roma), Mario Mesolella (Università Lateranense, Roma), Pier Paolo Ottonello (Università di Genova), Horst Seidl (Università Lateranense, Roma) e Flavia Silli (Università Lateranense, Roma).

4. Vari Autori, Per una filosofia del senso comune. Studi in onore di Antonio Livi, a cura di Philip Larrey, Italianova, Milano 2009, pp. 260.

Il volume comprende vari contributi per la valutazione della proposta teoretica di Antonio Livi:

sul problema della verità (senso comune e logica aletica), Dario Antiseri (Roma), Giovanni Giorgio (Teramo) e Santiago Zabala (Barcellona) esprimono le loro riserve, riproponendo il “razionalismo critico” di Popper e il “pensiero debole” di Vattimo; sull’epistemologia teologica esprimono un sostanziale consenso l’arcivescovo Rino Fisichella e il cardinale Angelo Scola; il cardinale Georges Cottier fornisce ulteriori ragioni a favore della valenza teologica della nozione epistemica di “senso comune” analizzando l’opera di Réginald Garrigou-Lagrange, Le Sens commun, la philosophie de l’être et les formules dogmatiques; Eudaldo Forment (Barcellona) richiama le ragione del senso comune esposte nell’Ottocento da Jaime Balmes; analogamente, Pier Paolo Ottonello (Genova) stabilisce un confronto critico tra il pensiero di Rosmini sul senso comune e quello di Livi;  Ralph McInerny (Notre Dame, Indiana) inserisce la questione del senso comune nella storia del pensiero tomistico del Novecento, rifacendosi soprattutto a Jacques Maritain; Mario Pangallo (Roma), Vittorio Possenti (Venezia) e Dario Sacchi (Milano) illustrano da prospettive diverse le conseguenze di logica epistemica che la nozione di “senso comun e” ha nella metafisica e soprattutto nella teologia filosofica.

5. Vari Autori, La filosofia del senso comune al vaglio della critica, a cura di Antonio Livi, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2010, pp. 180

discussione in italiano con Evandro Agazzi, Dario Sacchi, Juan José Sanguineti e Claudio Vasale;discussione in spagnolo con Eudaldo Forment; discussione in inglese con Santiago Zabala.

6. Francesco Arzillo, Il fondamento del giudizio. Una proposta teoretica a partire dalla filosofia del senso comune di Antonio Livi, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2011, pp.

7. Daniela Silvestri, Senso comune e didattica della filosofia, Società Editrice Dante Alighieri, Roma 2011, pp. 180.

8. Fabrizio Renzi, La logica aletica e la sua funzione critica. Analisi della nuova proposta teoretica di Antonio Livi, Leonardo da Vinci, Roma 2012, pp. 120.

WWilliam Slattery, The Logic of Truth. Aquinas’ Epistemology and Antonio Livi’s Alethic Logic, Leonardo da Vinci, Roma 2016, pp. 320.


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Saggi in volumi di vari autori e articoli in riviste (in ordine alfabetico di Autori):

Ariberto Acerbi (italiano, storico della filosofia moderna): “Antonio Livi: il dinamismo della coscienza”,  in Studi cattolici, 46 (2002), pp. 283-286.

Evandro Agazzi (italiano, filosofo della scienza ed epistemologo): Senso comune e filosofia, in Valore e limiti del senso comune, a cura di Evandro Agazzi, Franco Angeli Editore, Milano 2004, pp. 193-199; Osservazioni circa la funzione epistemica del senso comune, in La filosofia del senso comune al vaglio della critica, a cura di Antonio Livi, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2010, pp. 63-65; Antonio Livi e la rivendicazione della portata epistemica del senso comune, in L’istanza critica, tra senso comune e scienza, ed. Antonio Livi, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2013, pp. 41-45.

Roberto di Ceglie (italiano, filosofo della religione): La metafisica come formalizzazione dell’esperienza, in Per una metafisica non razionalistica. Discussione su “Metafisica e senso comune”, di A. Livi, a cura di Valentina Pelliccia, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2008, pp. 59-64.

Eudaldo Forment (metafisico spagnolo). La filosofia del sentido común otorga a la noción de ciencia su lógica amplitud, in La filosofia del senso comune al vaglio della critica, a cura di Antonio Livi, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2010, pp. 73-79.

Domenico Giuliana (italiano, studioso di sociologia della cultura). Considerazioni antropologico-culturali sulla filosofia di Antonio Livi, in L’istanza critica, tra senso comune e scienza, ed. Antonio Livi, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2013, pp. 51-60.

Markus Krienke (tedesco, studioso di Rosmini): Per una metafisica post-moderna: la “filosofia del senso comune” di A. Livi, in Per una metafisica non razionalistica. Discussione su “Metafisica e senso comune”, di A. Livi, a cura di Valentina Pelliccia, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2008, pp. 75-86.

Philip Larrey (americano, studioso di filosofia analitica): “Verità del pensiero”, in Cultura e Libri, n. 141-142 (2003), pp. 37-42; in Per una filosofia del senso comune. Studi in onore di Antonio Livi, a cura di Philip Larrey, Italianova, Milano 2009, pp. 260.

Carmine Matarazzo (italiano, storico della filosofia contemporanea): Etienne Gilson e il problema della filosofia cristiana nell’interpretazione di Antonio Livi, in Etienne Gilson, Introduzione alla filosofia cristiana, trad. it., a cura di Carmine Matarazzo, Editrice “Su ali d’aquila”, Capua 2013, pp. 7-34.

Aniceto Molinaro (italiano, metafisico): La ‘certezza’ del senso comune è necessariamente superata dalla ‘verità’ della filosofia, in La filosofia del senso comune al vaglio della critica, a cura di Antonio Livi, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2010, pp. 15-18.

Pier Paolo Ottonello (italiano, storico della filosofia moderna, direttore della Rivista rosminiana): “Filosofia del senso comune”, in Cultura e Libri, n. 66 (1991), pp. 68-75; Livi, la metafisica e il senso comune, in Per una metafisica non razionalistica. Discussione su “Metafisica e senso comune”, di A. Livi, a cura di Valentina Pelliccia, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2008, pp. 19-30; Livi, in Idem, Sondaggi nella contemporaneità, Marsilio Editori, Venezia 2012, pp. 271-286.

Valentina Pelliccia (italiana, studiosa di filosofia medievale): “Verità del pensiero”, in Cultura e Libri, n. 141-142 (2003), pp. 43-56; Verità dell’esperienza e problematizzazione metafisica, in Per una metafisica non razionalistica. Discussione su “Metafisica e senso comune”, di A. Livi, a cura di Valentina Pelliccia, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2008, pp. 131-148.

Maria Adelaide Raschini (italiana, metafisica, direttrice di Filosofia oggi): “Filosofia del senso comune”, in Cultura e Libri, n. 66 (1991), pp. 61-67.

Dario Sacchi (italiano, metafisico e studioso di filosofia moderna): La filosofia del senso comune e la sua (pretesa) equidistanza dal razionalismo e dallo scetticismo, in La filosofia del senso comune al vaglio della critica, a cura di Antonio Livi, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2010, pp. 39-57; La logica aletica e il realismo secondo Antonio Livi, in L’istanza critica, tra senso comune e scienza, ed. Antonio Livi, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2013, pp. 61-72.

Juan José Sanguineti (epistemologo argentino): Verità del pensiero”,  in Cultura e Libri, , n. 141-142 (2003), pp. 57-62; La logica aletica e la filosofia della conoscenza, in La filosofia del senso comune al vaglio della critica, a cura di Antonio Livi, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2010, pp. 97-104; “Filosofia del senso comune”, in  Acta Philosophica, 21 (2012), pp. 196-199; La valenza epistemica del senso comune secondo Antonio Livi, in L’istanza critica, tra senso comune e scienza, ed. Antonio Livi, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2013, pp. 45-50.

Horst Seidl (tedesco, storico della filosofia antica): La metafisica, tra esperienza e scienza, in Per una metafisica non razionalistica. Discussione su “Metafisica e senso comune”, di A. Livi, a cura di Valentina Pelliccia, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2008, pp. 45-50.

Piero Vassallo (italiano, studioso di filosofia moderna): Antonio Livi: la riabilitazione del senso comune, in Idem, Memoria e progresso, Fede & Cultura, Verona 2009, pp. 135-140.

Santiago Zabala (argentino, studioso di ermeneutica): Ending the Rationality through Interpretation, in La filosofia del senso comune al vaglio della critica, a cura di Antonio Livi, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2010, pp. 109-123.



GLI ADERENTI ALL’UNIONE APOSTOLICA “FIDES ET RATIO”

Posted by admin | Posted in Senza categoria | Posted on 30-12-2011

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GLI INTELLETTUALI CATTOLICI

CHE HANNO ADERITO

ALL’UNIONE APOSTOLICA

“FIDES ET RATIO”

 

Sono qui appresso indicati gli aderenti all’Unione Apostolica “Fides et ratio”, con la specifica del tipo di collaborazione. I nomi sono indicati secondo l’ordine di iscrizione.

1. Prof. don Massimilano Del Grosso (docente di Filosofia nell’Istituto Teologico di Benevento): collabora come direttore del SEFT.

2. Prof. François Livi (professore emerito di Letteratura italiana nell?università di Parigi IV -Sorbona): collabora  con le sue pubblicazioni scientifiche presso la casa editrice dell’Unione.

3. Dott. Mario Mesolella (ricercatore nel campo della logica aletica): collabora come segretario generale dell’ISCA.

4. Dott. Francesco Arzillo (magistrato del Tar del Lazio): collabora con le sue pubblicazioni scientifiche presso la casa editrice dell’Unione.

5. Prof.ssa Valentina Pelliccia (docente di Filosofia nell’Università Lateranense): collabora con le sue pubblicazioni scientifiche presso la casa editrice dell’Unione.

6. On. Prof. Francesco Pistoia (già senatore della Repubblica e preside di Liceo): collabora alla promozione delle  pubblicazioni della  casa editrice dell’Unione.

7. Prof. Umberto Galeazzi (professore emerito di Storia della Filosofia nell’Università di Chieti-Pescara): collabora con le sue pubblicazioni scientifiche presso la casa editrice dell’Unione.

8. Dott. Mario Padovano (ricercatore nel campo della storia della filosofia): collabora come redattore del sito Internet del SEFT.

9. Dott. Giovanni Covino (ricercatore nel campo della storia della filosofia): collabora come redattore del sito Internet del SEFT.

10. Prof. Thomas Rego (docente diFilosofia nella Universidad Católica de la Plata – Argentina): collabora con le sue pubblicazioni scientifiche presso la casa editrice dell’Unione.

11. Dott. Giuseppe Brienza (pubblicista): collabora alla promozione delle  pubblicazioni della  casa editrice dell’Unione in Italia.

12.Prof. José Meseguer (docente di Informatica nella University of Illinois – Stati Uniti): collabora alla promozione delle  pubblicazioni della  casa editrice dell’Unione negli Stati Uniti.

13. Dott. Rafael Menéndez Toniolo (direttore del Club de Lectores “Veritas” di Montevideo – Uruguay): collabora alla promozione delle  pubblicazioni della  casa editrice dell’Unione in America Latina.

14. Prof. Sergio D’Ippolito (docente di Filosofia nell’Università della Santa Croce – Roma): collabora all’organizzazione dei convegni filosofici dell’Unione. 

15. Prof. Roberto Di Ceglie (ordinario di Filosofia della religione nell’Univesità Lateranense – Roma): collabora con le sue ricerche scientifiche alle iniziative editoriali dell’Unione.

16. Prof.ssa Flavia Marcacci (docente di Filosofia della scienza nell’Univesità Lateranense – Roma): collabora con le sue ricerche scientifiche alle iniziative editoriali dell’Unione.

17. Prof.ssa Flavia Silli (docene di Storia della Filosofia contemporanea nell’Univesità Lateranense – Roma): collabora con le sue ricerche scientifiche alle inziative editoriali dell’Unione.

18. Prof. Tomás Melendo (ordinario di Metafisica nella Universidad de Málaga – Spagna): collabora con l’Unione con il suo peridico elettronico Metafisica y Persona.

19. Prof.ssa Daniela Silvestri (docente di Filosofia nei Licei – Roma): collabora con l’Unione dirigendo il dipartimento di Didattica dell’ISCA.

20. Prof. José Escandell (docente di Filosofia nella Universidad San Pablo – Madrid -Spagna): collabora con le sue ricerche scientifiche alle inziative editoriali dell’Unione.

21. Dott. Giorgio Paglia (economista – Roma): collabora con l’Unione con consulenze per l’ottimizzazione delle risorse tecnologiche.

22. Prof.ssa Maria Forte (docente di Religione cattolica nei licei – Latina): collabora con le sue ricerche scientifiche alle inziative editoriali dell’Unione.

23. Prof. Enrico Maria Radaelli (docente di Filosofia dell’arte e saggista – Milano): collabora con l’Unione dirigendo il dipartimento di Estetica dell’ISCA.

IL “DIZIONARIO CRITICO DELLA FILOSOFIA”

Posted by admin | Posted in recensioni di libri | Posted on 11-12-2009

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Recensione di Valentina Pelliccia, in Aquinas. Rivista internazionale di filosofia, 52 (2009), pp. 314-317. 

 

 

 

 

A distanza di un anno dalla pubblica del Nuovo dizionario storico della filosofia (edito dalla Società Editrice Dante Alighieri, Roma 2008), Antonio Livi presenta una inedita opera sul lessico filosofico, Dizionario critico della filosofia, corredandola di un cd-rom in grado di rendere la sua consultazione sempre più pronta e adeguata alle esigenze dello studio di chi, oggi, utilizza un personal computer. Nei suoi numerosi scritti, l’autore ha sempre dimostrato una particolare attenzione al linguaggio filosofico ivi impiegato, tenendo nel debito conto la conoscenza che di esso può avere il lettore dei suoi lavori, qualunque esso sia e a qualunque livello di preparazione scientifica sia giunto.

            Se, infatti, volgiamo lo sguardo verso le pubblicazioni di Antonio Livi, da quelle meno a quelle più recenti, possiamo constatare che la maggior parte di esse sono completate da un ricco glossario i cui lemmi sono gli stessi utilizzati all’interno dell’opera di riferimento. Pertanto si trovano specifici glossari per ciascun lavoro, come ad esempio: il “Dizionario critico dei termini filosofici” è nel volume storico Il senso comune tra razionalismo e scetticismo. Vico, Reid, Jacobi, Moore (1992); il “Piccolo glossario tomistico” è inserito nell’opera Tommaso d’Aquino. Il futuro del pensiero cristiano (1997); il “Glossario epistemologico” è all’interno di Il principio di coerenza. Senso comune e logica epistemica (1997); l’“Indice analitico e glossario” è nel manuale di filosofia della conoscenza La ricerca della verità. Dal senso comune alla dialettica (20053); e il “Glossario” arricchisce l’opera propedeutica alla filosofia Perché interessa la filosofia e perché se ne studia la storia (2006). Ma non solo, tutti i volumi dei due diversi manuali di storia della filosofia (La filosofia e la sua storia [1995-1998], Storia sociale della filosofia [2002-2004]) sono completati dalla presenza di un dizionario corrispettivo al lessico filosofico formulato e adottato nelle epoche presentate in ciascuno di essi.

            Per questa particolare attenzione al linguaggio filosofico – che possiamo definire anche di carattere didattico, oltre che propriamente scientifico e quindi professionale -, non sono mancate delle opere dedite completamente all’argomento; così sono nate: nel 1995, Lessico della filosofia. Etimologia, semantica e storia dei termini filosofici, nel 2000, Dizionario storico della filosofia (tre edizioni), nel 2008, Nuovo dizionario della filosofia, ed oggi, il Dizionario critico della filosofia.

            L’odierna decisione di qualificare il nuovo dizionario quale “critico” è stata spiegata dallo stesso Livi come «un ulteriore passo avanti nell’impegno didattico di rendere sempre più intelligibile il linguaggio usato dai filosofi antichi e moderni nelle loro opere. La “critica” cui faccio qui riferimento è infatti un elemento essenziale della comprensione dei testi filosofici. I motivi sono questi: 1) Innanzitutto, la filosofia nasce e si comunica attraverso il linguaggio, che è una componente essenziale della vita sociale […]. 2) Ogni comunicazione di dati e di valori attraverso il linguaggio è anche, per i filosofi, una provocazione a verificare l’attendibilità di quanto viene trasmesso. Ecco allora che viene chiamato in causa l’intelletto nella sua funzione propriamente “critica”, ossia di valutazione. La funzione critica nei confronti di quanto viene comunicato dagli altri non però sostanzialmente differente dalla medesima funzione quando viene esercitata in proprio, ossia nella valutazione della possibilità di affermare o negare qualcosa. In entrambi i casi, infatti, si tratta della percezione intellettuale della “giustificazione epistemica”. Ogni volta che l’individuo si trova a dover formulare il suo assenso a una ipotesi di giudizio, egli deve valutare se ha nella sua coscienza tutti i dati che giustificano l’assenso, e questa operazione intellettuale si chiama appunto verifica della “giustificazione epistemica” […]. 3) Di conseguenza, chi legge o ascolta un discorso filosofico, prima di tutto ha il problema di capire quello che viene detto, e poi sentirà anche il bisogno di verificare se quello che viene detto, nuovo o vecchio che sia, è accettabile, condivisibile. Ecco spiegata allora la necessità di un esame del linguaggio filosofico che non si limiti all’aspetto semantico ma prepari il terreno anche alla funzione propriamente epistemica» (pp. VI-VII).

Il carattere “critico” dell’opera si esplica innanzitutto nella scelta dell’autore di mostrare, per ciascun lemma, l’origine etimologica, in quanto questa, più di ogni altra spiegazione, permette di individuare il referente al quale la parola funge da segno. Infatti, reputiamo che la conoscenza etimologica delle parole formanti il lessico filosofico sia in grado di guidare lo studioso alla comprensione dei diversi utilizzi fatti di esse nel corso della storia, da parte delle scuole e delle correnti filosofiche. Consapevoli che il linguaggio filosofico è un linguaggio scientifico, e perciò “costruito”, perché finalizzato alla comunicazione di un pensiero con pretesa di verità rigorosa e condivisibile, l’origine etimologica della parola è essa stessa da considerarsi un sapere filosofico, ovvero tale lessico è da giudicarsi una conoscenza da acquisire durante lo studio filosofico, per poi richiedersi nell’atto dell’esercizio. Non solo, poiché il linguaggio deve essere condivisibile, almeno dal gruppo di filosofi, l’etimologia rimanda sempre a ciò che intenzionalmente ci si riferisce: pertanto, una volta individuato il fondamentale referente delle parole – in special modo di quelle classiche della filosofia, come “essere”, “essenza”, “mondo”, “nulla”, “sostanza”, “forma”, “materia”…. -, lo si può ben raffrontare con quelli che, nel corso della storia, sono stati introdotti e/o sostituiti per quella stessa parola. Per lo studioso subentra, così, l’attitudine a comprendere, sulla base dell’uso del lessico, le diverse interpretazioni filosofiche: in quanto, anche il linguaggio aiuta l’individuazione dei presupposti epistemici di ciascuna proposta interpretativa avanzata.

Come spiega Antonio Livi: «Etimologicamente, il termine “giudizio” è l’equivalente latino del termine greco “critica”, quindi è logico che la lettura di un testo di filosofia – che consta di una serie di giudizi teoretici e storici proposti al pubblico con la speranza che siano giudicati validi – sia in definitiva l’esercizio più sistematico e più rigoroso della funzione critica. E il primo, immediato oggetto di questa critica è costituito dalle parole (vocaboli e frasi) che intendono veicolare quel messaggio: perché occorre innanzitutto comprendere il loro significato alla luce del contesto e delle intenzioni speculative dell’autore (comprensione semantica), per poi verificare (comprensione epistemica) se si tratta di un neologismo arbitrario o che ha una sua giustificazione, oppure se si tratta di un termine classico usato secondo il suo significato proprio» (pp. VIII-IX).

Ora, è proprio la possibilità di condividere con altri l’interpretazione filosofica, l’obiettivo che lo studioso si auspica di conseguire nella sua personale ricerca della verità, ponendosi in dialogo con i filosofi a lui contemporanei e, virtualmente, con quelli del passato. Tale scopo è raggiungibile sulla base del riconoscimento e dell’ammissione degli stessi presupposti epistemici sui quali sia concepibile formulare ipotesi interpretative, e una riflessione logico-linguistica incentrata sull’individuazione del referente – come quella qui presentata da Livi – permette di «mettere bene in evidenza di che cosa parla quel filosofo [un qualsiasi filosofo], a che cosa si riferisce, su che cosa vuole, in definitiva, che si sia d’accordo con lui» (p. IX).

L’intento del nostro autore non è di sostenere che basti la conoscenza del lessico filosofico per comprendere le questioni filosofiche: piuttosto egli vuole mostrare come non possa essere sottovalutata la sua conoscenza e soprattutto come questa vada integrata da un approccio valutativo sul piano logico-epistemico. Pertanto Livi è chiaro nell’affermare che nella stesura di quest’opera «ogni lemma [è stato] pensato e scritto con l’intenzione di agevolare la comprensione critica dei termini o delle frasi che si trovano nei testi filosofici. Ciò, naturalmente, non si può fare in forma “neutra” o assurdamente “imparziale”; neutralità e imparzialità non sono dei valori positivi quando si tratta della verità, e l’essenza della filosofia è appunto la pretesa di dire la verità sul mondo, sull’uomo e su Dio. […] Di fronte a una tesi autenticamente filosofica – che intende quindi proporre una verità razionale che investe tutta l’esistenza dell’uomo – non si può rimanere indifferenti o assumere un atteggiamento di frivolo disimpegno riguardo alla verità, come fanno quelli che qualificano un discorso filosofico dicendo solo che è “interessante”» (ibidem).

Questa impostazione del Dizionario è spiegata ulteriormente da Livi prendendo opportunamente come esempio il termine “essere”. Secondo il filosofo toscano per tale termine, nel caso di Heidegger e di tanti suoi discepoli, non si trova «né chiaramente né confusamente, il referente: non si può sapere che cosa esso significhi in sé, nella mente di quei filosofi, si può solo immaginare che cosa possono pensare gli ascoltatori se hanno presente il significato del termine “essere” così com’è usato da altri filosofi, ad esempio dai metafisici dell’epoca moderna o anche dagli idealisti tedeschi. Ma Heidegger e i suoi discepoli dicono di non voler riprendere il discorso di quegli altri filosofi, perché li ritengono completamente in errore (Heidegger, ad esempio, accusa tutta la filosofia occidentale, da Platone fino a lui stesso, di una disastrosa “Seinsvergessenheit”, ossia di aver parlato solo degli enti e di aver così “dimenticato l’essere”» (p. X). Al contrario, sulla base degli studi di logica aletica, che riconoscono il senso comune quale statuto epistemologico della metafisica, Livi afferma di se stesso: «Io sono costretto, per l’idea che ho della filosofia e della metafisica, a dichiarare incongruo, arbitrario e in definitiva vuoto ogni utilizzo del termine “essere” che non abbia come referente gli enti realmente esistenti e presenti nell’esperienza originaria: così l’essere è una maniera linguistica di designare la realtà di tutte le cose in ciò che tutte hanno in comune, cioè il fatto di essere» (pp. X-XI).

Il Dizionario critico della filosofia si presenta come agile e valido strumento di lavoro anche per il fatto di dedicare una sua sezione alle frasi (o locuzioni, o termini composti) del linguaggio filosofico (pp. 194-280) e di aver indicato otto “Itinerari storici” (pp. 283-304), divisi per materia (“Logica e filosofia del linguaggio”, “Metafisica e filosofia della conoscenza”, “Filosofia della natura, cosmologia”, “Antropologia, psicologia”, “Etica, sociologia, politica”, “Filosofia della storia”, “Pedagogia”, “Estetica e filosofia dell’arte”), per mostrare l’evoluzione storica dei termini di questa scienza. Per questa ricchezza, l’opera di Livi è da reputare di alto spessore scientifico come del resto tutte le opere a carattere didattico del filosofo toscano.

 

Valentina Pelliccia

Università Lateranense

 

L’UNIONE APOSTOLICA “FIDES ET RATIO”

Posted by admin | Posted in Senza categoria | Posted on 14-11-2009

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PRESENTAZIONE DELLA

Unione apostolica “Fides et ratio”

per la difesa scientifica della verità cattolica

del prof. mons. Antonio Livi, fondatore e primo presidente

 

 

1. Chiarimenti sul nome.

Il termine “Unione” sta a indicare il collegamento tra me e tutte quelle persone (sia ecclesiastici che laici) che hanno già dichiarato o andranno via via dichiarando la condivisione ― loro personale e delle istituzioni culturali eventualmente da loro rappresentate ― delle finalità apostoliche che orientano e animano la mia attività di ricerca e di insegnamento e le mie pubblicazioni scientifiche. Chi aderisce alla mia impresa e la sostiene in tanti modi diversi sa bene che si tratta di un’iniziativa espressamente indirizzata a promuovere una migliore conoscenza della fede cattolica e una più fedele adesione al magistero della Chiesa che della fede è interprete infallibile in ogni momento storico e in ogni congiuntura pastorale; al tempo stesso, sa bene che si tratta di un’iniziativa che io porto avanti a titolo esclusivamente personale, senza cioè rappresentare alcuna istituzione della Chiesa e senza coinvolgere la responsabilità di alcun organismo di governo ecclesiastico.

L’aggettivo “apostolica” intende specificare l’Unione come iniziativa di fedeli cattolici che avvertono la responsabilità, che spetta a ogni battezzato, di partecipare alla missione della Chiesa; nella Chiesa, infatti, spetta ai vescovi ― in quanto successori degli Apostoli, nell’unità del collegio episcopale presieduto dal papa ― il compito e il carisma di custodire, trasmettere, interpretare e annunciare infallibilmente la rivelazione di Cristo, il Figlio di Dio che il Padre ha inviato nel mondo perché «tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità»; ai presbiteri spetta poi il compito di lavorare nel campo del Signore come «generosi coadiutori dell’ordine episcopale» (cfr Conc. ecum. Vaticano II, Decreto Presbyterorum Ordinis, 2, 7; Costituzione dogmatica Lumen Gentium, 28; Decreto Christus Dominus, 15; Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica post-sinodale Pastores Gregis, 47); infine, tutti i fedeli, non esclusi i laici, il cui ruolo ecclesiale specifico è di «santificare dal di dentro le strutture temporali» (cfr Costituzione dogmatica Lumen Gentium, 31; Costituzione pastorale Gaudium et spes, 53; decreto Apostolicam actuositatem, 31), spetta la testimonianza della fede della Chiesa e la sua propagazione in ogni ambito della società umana, avvalendosi di una adeguata formazione teologica, unita alla loro specifica competenza professionale.

Quanto all’indicazione delle specifiche finalità apostoliche dell’Unione (“per la difesa scientifica della verità cattolica”), devo chiarire innanzitutto che la dizione “verità cattolica” sta a indicare ― nel modo che ritengo più adeguato ― la fede della Chiesa (“fides quae ab Ecclesia creditur”), che per ciascun credente è la verità in senso assoluto, in quanto “parola di Dio”, rivelazione soprannaturale, comunicazione a noi uomini dei misteri della salvezza da parte di Chi «né si inganna né può ingannare altri», essendo Colui che ci ha creati per amore, e poi, dopo il peccato dei progenitori, nella sua misericordia ci ha redenti con la vita, morte e resurrezione del Figlio. L’aggettivo “cattolica” , in particolare, sta a indicare, non solo che l’Unione ha senso solo come servizio alla verità rivelata da Dio in Gesù Cristo e proposta dalla Chiesa con il carisma dell’infallibilità, ma anche il fatto che la rivelazione divina è destinata a tutti gli uomini ed è ricononoscibile da ogni uomo cui venga adeguatamente annunciata, indipendentemente dalle sue circostanze personali di età, cultura ed esperienze: la verità rivelata trascende infatti ogni particolarismo e non muta con il mutare delle contingenze storiche.

       Ma devo anche gli  rispondere agli interrogativi che alcuni amici mi hanno rivolto ed altri ancora potrebbero rivolgermi:

 1) Perché uso il termine “difesa”? Penso forse che la verità rivelata abbia bisogno di difesa? C’è qualcuno che l’attacca o la minaccia? E, se c’è chi l’attacca o la minaccia, chi sono io per pretendere di difenderla? - Rispondo. Nessuno può far finta di ignorare che la fede cattolica è oggi sotto attacco: non solo ad opera delle tradizionali forze ideologiche che dall’esterno contestano la sua pretesa di essere la completa e definitiva rivelazione della verità che salva (alludo all’ebraismo, al paganesimo come religione di Stato nell’Impero romano, alla filosofia ellenistica anticristiana di Celso, all’Islam, al deismo illuministico, alla Massoneria, al comunismo ateo, allo scientismo neopositivistico, all’irrazionalismo vitalistico, al razionalismo critico), ma anche ad opera di quelle nuove forze ideologiche che agiscono all’interno, intepretando la fede cristiana con schemi concettuali erronei o inadeguati i quali  finiscono per  annullarla proprio come verità (mi riferisco al modernismo teologico e alle varie forme del relativismo dogmatico). Discutere le false ragioni degli uni e degli altri ― una discussione che deve essere pacate e serena, priva di passione ideologica ma non priva di sincero e ardente amore per la verità rivelata ― è un diritto e ancor più un dovere per cristiano che abbia competenza filosofica, come io ritengo di avere. La difesa (apologia) della fede cristiana è peraltro una pratica nata con il cristianesimo stesso; e i primi apologisti (che la storia del cristianeismo annovera tra i “padri della Chiesa”, sia  di Oriente che di Occidente) furono dei filosofi (si pensi a Giustino martire), i quali si sentirono obbligati, in virtà della loro ferma convinzione razionale che il cristianesimo fosse la «verità definitiva», a smentire le false ragioni addotte da quanti allora pretendevano di negare che la dottrina cristiana fosse la rivelazione divina dei misteri della nostra salvezza. Oggi, come forse mai in passato, è compito irrinunciabile dei filosofi cristiani smentire ― con argomenti razionali, che in definitiva vanno ricondotti alla logica aletica ― le false ragioni adotte da quanti ripropongono ossessivamente le diverse fallacie del passato circa l’origine divina della dottrina cristiana o addirittura pretendono di dimostrare che “dottrina” propriamente non è (anche se conoscono la Scrittura, nella quale (cfr Gv 7, 16) si leggono queste parole di Cristo: «La mia dottrina non è mia, ma di Colui che mi ha inviato»).

 2) Che senso ha l’aggettivo “scientifica” apposto al sostantivo “difesa”? Rispondo. Io parlo di una “difesa scientifica” nel senso di una difesa fatta con argomenti razionali rigorosi, argomenti che in definitiva ― come ho detto prima ― vanno ricondotti alla logica aletica (che è la logica filosofica incentrata sul problema di accertare le condizioni di possibilità della verità in ogni situazione conoscitiva), che, essendo il campo filosofico di mia specifica competenza, mi dà la fondata speranza di poter contribuire agli scopi apostolici cui accennavo.  E non si pensi che sia arbitrario riferirsi alla filosofia quando si parla di “scienza”; infatti, nel linguaggio epistemologico classico, e anche in quello moderno da me adottato, il sostantivo “scienza” non è da intendersi come riferito riduttivamente alla teorie fisico-matematiche o biologiche (questo fanno, del tutto arbitrariamente, i fautori dello scientismo), ma va inteso come sinonimo della conoscenza per inferenza in generale, ivi comprese (e al vertice) la metafisica e la logica. Infatti il mio testo fondamentale (Filosofia del senso comune) ha come sottotitolo Logica della scienza e della fede. 

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BIBLIOGRAFIA SUL SENSO COMUNE

Posted by admin | Posted in Senza categoria | Posted on 05-07-2009

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IL TESTO FONDAMENTALE DI ANTONIO LIVI

SULLA NOZIONE FILOSOFICA DI “SENSO COMUNE”

E SULLA SUA DIMOSTRAZIONE CRITICA

LIVI. Filosofia del senso comune

 

ALTRE OPERE CONTEMPORANEE

SUL SENSO COMUNE

DA RECENSIRE NELLA RIVISTA “SENSUS COMMUNIS”

O IN ALTRE RIVISTE FILOSOFICHE

 
 Evandro Agazzi, Valore e limiti del senso comune (Angeli, Milano 2005). Recensito da Antonio Livi in Aquinas, 49 (2006), pp. 503-516.
Hannah Arendt, The Life of the Mind, Recensito da Gerado Galetto, in Sensus communis, 5 (2004), pp. 206-219.
François Armengaud, Paradoxe et sens commun: G.E. Moore et la genèse de la philosophie analytique (Paris, 1986). Da recensire in un prossimo numero.
Alfred J. Ayer, Metaphysics and Common Sense (London, 1969). Recensito da Luis Alberto Duacastella, in Sensus communis, 4 (2003), pp. 549-550.
Emil Betti, Teoria generale dell’interpretazione (Giuffrè, Milano 1955). Recensito da Francesco Sandrelli, in Aquinas, 46 (2003), pp. 93-114.
R. J. Bogdan, ed., Mind and Common Sense: Philosophical Essays on Common Sense Psychology (Cambridge University Press, Cambridge 1991).  
F. Castellani e L. Montecucco, edd., Normatività logica e ragionamento di senso comune (Il Mulino, Bologna, 1998). Recensito da  Luis Alberto Duacastella in Sensus communis, 1 (2000), pp. 576-580. 
 Enrico Castelli, I paradossi del senso comune (Cedam, Padova 1970). Recensito da Raffaele Pettenuzzo, in Sensus communis, 1 (2000), pp. 59-82, e da Marco M. Olivetti, in Sensus communis, 4 (2003), pp. 89-98.
      -  ,ed. Il senso comune (Cedam, Padova 1970).
John Coates, The Claims of Common Sense: Moore, Wittgenstein, Keynes, and the Social Sciences (Cambridge University  Press, Cambridge 1996). 
Alvaro d’Ors, Dercho y sentido comun: siete lecciones de derecho natural como limite del derecho positivo (Madrid, 1995).
Hans-Georg Gadamer, Wahrheit und Methode (Mohr, Tübingen 1960). 
Northrop Frye, The Great Code (Routlege and Kegan Paul, London 1982).
Réginald Garrigou-Lagrange, Le Sens commun, la philosophie de l’etre et les formules dogmatiques (Beauchesne, Paris, 1909). 
Etienne Gilson, Réalisme thomiste et critique de la connaissance (Vrin, Paris 1939). Recensito da Paolo Carlani, in Sensus communis, 1 (2000), pp. 529-555; da Roberto Di Ceglie, in Aquinas 46 (2003), pp. 115-144.
 T.A.F. Kuipers e A.R. Mackor, edd., Cognitive Patterns in Science and Common Sense (Groninger Studies in Philosophy of Science, Logic, and Epistemology) (Amsterdam, 1965).  
Antonio Livi, Filosofia del senso comune (Edizioni Ares, Milano 1990).   Recensito da Philip Larrey, in Aquinas, 46 (2003), pp. 77-92.
Il senso comune tra razionalismo e scetticismo: Vico, Reid, Jacobi, Moore (Massimo, Milano 1992).       
Il principio di coerenza (Armando, Roma, 1997). Recensito da  Patrizia Manganro, Maris Antonietta Mendosa, Vittorio Possenti e Juan José Sanguineti in Sensus communis, 1 (2000), pp. 105-117.
Verità del pensiero. Fondamenti di logica aletica (Lateran University Press, Città del Vaticano 2002).   Recensito da Philip Larrey, in Sensus communis, 3 (2002), pp. 443-449.
Philosophie du sens commun. Logique aléthique de la science et de la foi (L’Age d’Homme, Paris 2004). Recensito da Alessandro Cordelli, in Sensus communis, 5 (2004), pp. 295-305.
- Senso comune e logica aletica (Casa editrice Leonardo da Vinci, Roma 2005). Recensito da Maria Antonietta Mendosa, in Sensus communis, 3 (2002), pp. 317-322.
- Metafisica e senso comune. Sullo statuto epistemologico della filosofia prima (Casa editrice Leonardo da Vinci, Roma 2007). Recensito da Francesco Coralluzzo, Roberto Di Ceglie, Markus Krienke, Ambrogio Giacomo Manno, Maria Antonietta Mendosa, Pier Paolo Ottonello, Valentina Pelliccia, Flaiva Silli e Horst Seidl in  Sensus communis, 9 (2008), n. 1, pp. 7-186.
E. Lobkowicz, Common Sense und Skeptizismus: Studien zur Philosophie von Thomas Reid und David Hume (Weinheim, 1986).
Bernard Lonergan, Insight (1959). Recensito da Francesco Coralluzzo, in Sensus communis, 5 (2004), pp. 45-58.
D. Lories, Le Sens commun et le jugement du “phronimos”: Aristote et le Stoiciens (Louvain, 1998). 
Louise Marcil-Lacoste, Claude Buffier and Thomas Reid: two Common-Sense Philosophers (Montreeal, 1982). 
Maria Antoietta Mendosa, Un sentiero interrotto: il “cogito” cartesiano e il suo impossibile esito realistico (Aracne, Roma, 1999). Recensito da  Gino Zarmati in Sensus communis, 2 (2001), pp. 319-327.
Michele  Marsonet, I  limiti del  realismo: filosofia, scienza e senso comune (Angeli, Milano 2000).  
Giuseppe Modica, La filosofia del “senso comune”  in Giambattista Vico (Sciascia, Caltanissetta- Roma 1989). Recensito da Francesco Sandrelli, in Aquinas, 46 (2003), pp. 93-114.
 George E. Moore, A Defense of Common Sense (London, 1925). Recensito da Daniele Taormina, in Senus communis, 5 (2004), pp. 207-229.
Alan Musgrave, Common Sense, Science and Scepticism  (Cambridge University Press, Cambridge 1993). Da recensire in un prossimo numero.
 D.F. Norton, From Moral Sense to Common Sense: an Essay on the Development of Scottish Common Sense Philosophy (San Diego, CA, 1966).  
Alvaro d’Ors, Derecho y sentido comun: siete lecciones de derecho natural como limite del derecho positivo (Madrid, 1995).
Luigi Pareyson, Verità e interpretazione (Mursia, Milano 1971). 
Josef Pieper, Wahrheit der Dinge (Munster 1965). Recensito da Berhard Wald, in Sensus communis, 3 (2004), pp. 113-122.
Michael Polanyi, Tacit Dimension (New York, 1966). Recensito da  Patrizia Manganaro in Sensus communis, 2(2001), pp. 568-599.
Franco Restaino, Scetticismo e senso comune: la filosofia scozzese da Hume a Reid (Laterza, Bari 1974). 
Paolo Terenzi, La sociologia del senso comune in Hannah Arendt (Rubbettino, Soveria Mannelli 2002).
Marina Savi, Il concetto di senso comune in Kant (Angeli, Milan, 1998).  Recensito da  Ariberto Acerbi in Sensus communis, 1 (2000), pp. 571-575.
J. D. Schaeffer, Sensus communis: Vico, Rhetoric and the Limits of Relativism (London, 1990).
Luigi Turco, Dal sistema al senso comune. Studi sul newtonismo e gli illuministi britannici (Il Mulino, Bologna 1974). 
Paul Vinogradof, Common Sense and Law (London 1950). Recensito da Giovanna Razzano, in Sensus communis, 1 (2000), pp. 209-219.
Ludwig Wittgenstein , Über Gewissheit (London, 1980). Recensito da Piero Coda, in Sensus communis, 1 (2000), pp. 267-273, e da Daniele Taormina, in Sensus communis, 5 (2004), pp. 207-229.
Ignacio Yarza, La razionalità dell’etica di Aristotele. Uno studio su “Etica nicomachea” I (Apollinare Studi, Rome, 2001). Recensito da  A. Livi  in Sensus communis , 2(2001), pp. 342-343.
 
 

 

Attualità dei “praeambula fidei”

Posted by admin | Posted in recensioni di libri | Posted on 03-07-2009

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Valentina Pelliccia

Senso e valore della nozione tommasiana di «præambula fidei»

 secondo Antonio Livi

 

Antonio Livi, nell’ambito dei sui studi volti ad approfondire la nozione di “senso comune” e a rilevarne le applicazioni di logica epistemica, ha ritenuto di grande utilità teoretica la rivisitazione storiografica di alcune nozioni della speculazione medioevale che sono indubbiamente fondamentali per l’epistemologia della teologia e quindi per il rapporto tra teologia e filosofia. Uno di queste nozioni è quella dei “præambula fidei”, collegata alla questione della razionalità della fede nella rivelazione divina, sulla quale Livi ha scritto pochi anni or sono un saggio da molti apprezzato e da altri animatamente discusso[1]. Ora lo stesso Livi ha curato per la Lateran University Press la pubblicazione degli Atti di un convegno interdisciplinare sul tema Si può (o si deve) parlare ancora di “præambula fidei”?, da lui stesso ideato e organizzato in qualità di decano della facoltà di Filosofia dell’Università Lateranense e che si è svolto in quella sede dal 16 al 17 maggio 2007. Il volume si intitola Premesse razionali della fede e consiste in una raccolta ordinata per nuclei tematici dei diversi interventi che si sono succeduti in quelle giornate di studio, opportunamente introdotti e commentati dallo stesso curatore[2]. Antonio Livi, infatti, non solo presenta gli specialisti che sono intervenuti sull’argomento in quest’opera, ma guida il lettore alla comprensione dei diversi contributi, rilevando l’importanza del presupposto epistemico adottato da ciascun autore nell’affrontare il tema dei præambula fidei, fino a giungere alla formulazione di giudizi valutativi riguardanti tanto il lavoro di raffronto compiuto, quanto il carattere logico-metafisico dei præambula fidei e la loro incidenza sulla natura razionale del deliberato assenso alla Rivelazione da parte del credente.

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Discussione sull’opera di Gilson, “Le Réalisme méthodique”, pubblicata in italiano da A. Livi

Posted by admin | Posted in discussione di alcune idee | Posted on 25-06-2009

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Senso comune, metafisica e realismo

 di Valentina Pelliccia

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L’opera di Étienne Gilson, Le Réalisme méthodique, che presentiamo nella sua prima edizione italiana curata da Antonio Livi[1], si ripropone nello scenario del dibattito filosofico italiano dopo settantatre anni dalla sua prima edizione francese del 1935. La posizione del filosofo francese circa il realismo come metodo della filosofia si contrappone a quella idealistica che ha caratterizzato in modo significativo la gran parte della speculazione filosofica dell’epoca moderna e non di meno quella contemporanea. Infatti, nonostante che la filosofia contemporanea abbia manifestato in più occasioni un atteggiamento critico verso la filosofia moderna, volto alla ricerca del “superamento” di alcuni esiti dei sistemi idealistici, non ne ha rinnegato il cogito come punto di partenza. La filosofia contemporanea non ha smesso di formulare le sue ipotesi interpretative all’interno del cogito, ovvero non ha smesso di vedere la realtà dalla prospettiva del cogito. Per questo motivo, sebbene l’oggetto privilegiato della filosofia contemporanea, l’oggetto di analisi della filosofia, sia diventato il linguaggio piuttosto che l’idea (che è stato l’oggetto proprio della filosofia moderna), non è mutato il referente dell’indagine filosofica che è il pensiero. E intendiamo quel pensiero che ha la sua giustificazione in quel metodo che ha indicato il cogito come punto di partenza della riflessione filosofica.

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GLI SCRITTI DI ANTONIO LIVI

Posted by admin | Posted in Senza categoria | Posted on 19-06-2009

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1. Libri e saggi di argomento epistemologico

1.1. Sul rapporto tra cristianesimo e filosofia

1.      cristianesimo_filosofiaIl cristianesimo nella filosofia. Il problema della filosofia cristiana nei suoi sviluppi storici e nelle prospettive attuali, Leandro Ugo Japadre Editore, L’Aquila 1969 pp. 200.

2.      “La sincerità filosofica del cristiano”, in Studi cattolici, 13 (1969), pp. 595-602.
3.      “Il fondamento teocentrico della creatività”, in Studi cattolici, 16 (1972), pp. 597-606.
4.      Prefazione, in Josef Pieper, Per la filosofia, Edizioni Ares, Milano 1978.
5.      “Jacques Maritain e la filosofia cristiana”, in Studi cattolici, 17 (1973), pp. 105-112.
6.     “Il problema storico della filosofia cristiana”, in Vittorio Possenti (ed.), Storia e cristianesimo in Jacques Maritain, Editrice Massimo, Milano 1979, pp. 23-58.
7.     “Étienne Gilson: il tomismo come filosofia cristiana”, in Antonio Piolanti (ed.), San Tommaso nella storia del pensiero, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1982.
8.     “La scelta tomista di Cornelio Fabro”, in Studi cattolici, 27 (1983), pp. 685-688.
9.      “L’accordo tra Maritain e Gilson nel dibattito sulla filosofia cristiana”, in Vittorio Possenti (ed.), Jacques Maritain oggi, Vita e Pensiero, Milano 1983, pp.514-524.
10.  “O senso comum ao serviço da fé: Jacques Maritain e a filosofia cristã”, in AA.VV., Jacques Maritain, pensador e homem de acção, Idl, Lisbona 1984, pp. 35-50.
11. “Il problema di Dio e la filosofia cristiana”, Introduzione a Étienne Gilson, Dio e la filosofia, a cura di Antonio Livi, Massimo, Milano 1984, pp. 5-16.
12. “La filosofia cristiana: prospettive attuali”, in Per la filosofia, n. 15 (1989), pp. 51-59.
13. La filosofia di Étienne Gilson, in Antonio Piolanti (ed.), Étienne Gilson, filosofo cristiano (“Doctor communis”, n. 38), Libreria Editrice Vaticana, Vaticano 1985, pp. 211-219.
14. tommaso_aquino Tommaso d’Aquino: il futuro del pensiero cristiano (“Leonardo Saggistica”), Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1997, pp. 254.
15. Antonio Livi (ed.), La filosofia cristiana del Novecento (III): Giuseppe Capograssi, Edizioni Romane di Cultura, Roma 1998.
16. Influsso del cristianesimo nella filosofia moderna: il primato della gnoseologia, in Edoardo Mirri e Furia Valori (edd.), Fede e ragione, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 2001, pp. 123-159.
17. “Il cristianesimo nella filosofia moderna, tra razionalismo e scetticismo”, in Studium, 98 (2002), pp. 495-522.
18. “Is Aquinas’ «Rationalism» Really Different from Bonaventure’s Thought?”, in Sensus Communis, 5 (2004), pp. 69-100.
19.  L’epistemologia di Tommaso d’Aquino e le sue fonti (“Quaderni di filosofia”, nuova serie, n. 1), Editoriale comunicazioni sociali, Napoli 2005, pp. 40.
20.  “Tommaso d’Aquino e Jacques Maritain. La fobia del logos paralizza il pensiero contemporaneo”, in L’Osservatore romano, 6 maggio 2009, p. 4.
21. “Il sistema aperto di san Tommaso”, in L’Osservatore romano, 2 giugno 2010, p. 4.
22. «L’epistemologia tommasiana non esclude, anzi presuppone l’esistenza di conoscenze pre-scientifiche dotate di adeguata giustificazione epistemica», in Aquinas, 53 (2010), pp. 219-232.
23. Gilson e la fecondità filosofica della teologia dimostrata alla luce della storia, in Etienne Gilson, Introduzione alla filosofia cristiana, trad. it., ed. Carmine Matarazzo, Editrice “Su ali d’aquila”, Capua 2013, pp. 35-51.

1.2. Sul senso comune, la logica aletica e la fondazione della metafisica

1.      “Le certezze del senso comune”, in Studi cattolici, 17 (1973), pp. 332-336.
2.      “L’opinabile, il dogmatico”, in Studi cattolici, 24 (1980), pp. 763-765; 779-784.
3.     “Impossibilità logica dell’ateismo”, in Studi cattolici, 27 (1983), pp. 505-512.
4.     Presentazione, in Joseph de Finance, Essere e pensiero. Il “cogito” di Descartes e il realismo tomista, trad. it., Società Editrice Dante Alighieri, Roma 1986, pp. 10-56.
5.    Antonio Livi (ed.), Dopo Heidegger: una metafisica post-critica (“Grande Epistemologica”, n. 87),  Ediun, Roma 1987.
6.     Antonio Livi (ed.), Il marxismo: scienza o ideologia? (“Grande Enciclopedia Epistemologica”, n. 78), Edizioni Romane di Cultura, Roma 1988.
7.     Antonio Livi (ed.), Cartesio e Pascal: dal razionalismo al fideismo, Edizioni Romane di Cultura, Roma 1989.
8.     Filosofia del senso comune. Logica della scienza e della fede (“Ragione e fede”, n. 10),  Edizioni Ares, Milano 1990, pp. 224.
9.      “Lo scientismo come pseudo-metafisica”, in Aa. Vv., Scienza, filosofia, fede, Ediun, Roma 1990, pp. 21-27.
10. Antonio Livi (ed.), L’io e il suo mondo: la fenomenologia di Husserl e di Merleau Ponty (“Grande Enciclopedia Epistemologica”, n. 80), Edizioni Romane di Cultura, Roma 1990.
11. Antonio Livi (ed.), L’universo ha un’origine? La cosmologia tra fisica e metafisica (“Grande Enciclopedia Epistemologica”, n.  69), Edizione Romane di Cultura, Roma 1990.
12.   L’unità dell’esperienza nella gnoseologia tomista, in Antonio Piolanti (ed.), Noetica, critica e metafisica in chiave tomistica, Libreria Ed. Vaticana, Città del Vaticano 1991, pp. 21-32.
13.   Antonio Livi (ed.), Kant e l’agnosticismo: che cosa veramente sappiamo (“Grande Enciclopedia Epistemologica”, n.  59), Edizioni Romane di Cultura, Roma 1991.
14.  Fabro e i problemi storico-critici relativi al Glaube di Jacobi, in Mario Pizzuti (ed.), “Veritatem in caritate”. Studi in onore di Cornelio Fabro, Ermes, Potenza 1991, pp. 109-117.
15.  “«Senso comune»: risposta ai critici”, in Studi cattolici, 36 (1992), pp. 584-588.
16.  Il senso comune tra razionalismo e scetticismo.Vico, Reid, Jacobi, Moore (“Scienze umane e filosofia”, n. 30), Editrice Massimo, Milano 1992, pp. 176.
17. Antonio Livi (ed.), Epistemologia contemporanea (II): Popper e Kuhn (“Grande Enciclopedia Epistemologica”, n. 98), Edizioni Romane di Cultura, Roma 1993.
18. Antonio Livi (ed.), Il pragmatismo: Europa e America nell’era postmoderna (“Grande Enciclopedia Epistemologica”, n.  49), Edizioni Romane di Cultura, n. Roma 1993.
19. Antonio Livi (ed.), “Scheda bibliografica” su Jürgen Habermas, Il pensiero postmetafisico, trad. it. di Marina Calloni, Laterza, Roma-Bari 1991 (tit. or.: Nachmetaphysisches Denken. Philosophische Aufsätze, Suhrkamp Verlag, Francoforte 1988), in Acta Philosophica, 3 (1994), pp. 187-188.
20. “Autonomia delle scienze e unità del sapere, oggi”, in Rafael Martínez (ed.), Unità e autonomia del sapere. Un dibattito del XIII secolo (“Studi di filosofia. A cura della Pontificia Università della Santa Croce”, n. 6), Armando Editore Roma 1994, Roma, pp. 157-170.
21. Antonio Livi (ed.), Epistemologia contemporanea (III): scienza e metafisica verso un nuovo realismo (“Grande Enciclopedia Epistemologica”, n.  101), Edizioni Romane di Cultura, Roma 1995.
22.  Crítica del sentido común: lógica de la ciencia y posibilidad de la fe (“Cuestiones fundamentales”, n.13), trad. sp. di Tomás Melendo Granados, Ediciones Rialp, Madrid 1995, pp. 250.
23. “Senso comune e realismo metafisico”, in Per la filosofia, n. 34 (1995), pp. 44-54.
24.  Senso comune, filosofia e cristianesimo: sulle contraddizioni del «razionalismo critico» nella critica della metafisica, in Lorenzo Leuzzi (ed.), Ragione filosofica e fede cristiana, Rubbettino, Soveria Mannelli 1996, pp. 49-64.
25. Antonio Livi (ed.), Proposte per l’unità del sapere (I): L’enciclopedia di Antonio Rosmini (“Grande Enciclopedia Epistemologica”, n. 111), Edizioni Romane di Cultura, Roma 1997.
26. Antonio Livi, “Il realismo gnoseologico, oggi”, in Aquinas, 40 (1997), pp. 221-235.
27.  “Il senso comune e la verità della scienza”, in Ezio Mariani (ed.), Scienza e realtà, Ipe, Napoli 1997, pp. 9-20.
28.  Il principio di coerenza. Senso comune e logica epistemica (“Studi di filosofia. A cura della Pontificia Università della Santa Croce”, n. 13), Armando Editore, Roma 1997, pp. 221. Vedi i commenti a questo testo nella sezione DIALOGHI.
29. Antonio Livi (ed.), La filosofia cristiana del Novecento (II): Joseph de Finance (“Grande Enciclopedia Epistemologica”, n. 113), Edizioni Romane di Cultura, Roma 1997.
30. “E se la filosofia della religione non esiste?”, in Cultura & Libri, n. 117 (1998), pp. 34-39.
31.  “Il senso comune nella logica della ricerca scientifica”, in Gianluigi Mottini (ed.), Medical Humanities (Le scienze umane in Medicina), Società Editrice Universo, Roma 1999, pp. 65-86.
32.  “Il «senso comune» e la conoscenza di Dio”, in Lorella Congiunti, L’audacia della ragione. Riflessioni sulla teologia filosofica di Francesca Rivetti Barbò, Hortus conclusus, Roma 2000, pp. 97-102.
33.  “Risposta a Aniceto Molinaro”, in Sensus Communis, 1 (2000), pp. 98-101.
34.  “El sentido común en la encíclica Fides et ratio”, in Tópicos, 19 (2000), pp. 123-130.
35.  La ricerca della verità: dal senso comune alla dialettica (“Propedeutica filosofica”, n. 4), Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2001 (20022), pp. 323.imgLa ricerca della verità
36.  “Descartes: la certezza senza verità”, in Sensus communis, 2 (2001), pp. 81-90.
37. “Has Common Sense a Real Relevance in Philosophy?”, in Sensus communis, 2 (2001), pp. 489-491.
38. “Il senso comune in Emanuele Severino”, in Sensus communis, 2 (2001), 2, pp. 234-254.
39.  “L’esistenza di Dio e il senso comune”, in Aquinas, 44 (2001), pp. 235-238.
40.  “Natura e metodo della metafisica in Molinaro”, in Aquinas, 44 (2001), pp. 459-466.
41.  “Risposta a Paolo Carlani su Gilson e il senso comune”, in Sensus communis, 2 (2001) pp. 79-88.
42.  “Verità e certezza nella dialettica cartesiana”, in Sensus communis, 2 (2001), pp. 263-275.
43.  “L’uomo alla prova del metodo empirico”, in Nuntium, n. 17 (2002), pp. 152-160.
44.  Metafisica, in Giuseppe Tanzella-Nitti & Alberto Strumia (edd.), Dizionario interdisciplinare di scienza e fede, Città Nuova, Roma 2002, pp. 939-957.
45.  Sapere e vita: sul problema della fondazione della verità, in Horst Seidl (ed.), Erkennen und Leben. Philosophischen Beiträge zum Lebensbezug menschlicher Erkenntnis, Olms Verlag, Hildesheim 2002, pp. 65-87.
46. Verità del pensiero. Fondamenti di logica aletica VERITA DEL PENSIERO (“Dialogo di filosofia - Manuali”, n. 2), Lateran University Press, Città del Vaticano 2002, pp. 282.
47.  “Dalla logica formale alla logica aletica: la nozione filosofica di «senso comune» per una fondazione rigorosa della verità del discorso”, in Vittorio Possenti (ed.), La questione della verità: filosofia, scienze, teologia, Armando Editore, Roma 2003, pp. 223-244.
48. “Does «Common Sense Philosophy» finally Eliminate Common Sense? A New Dialogue”, in Sensus Communis, 4 (2003), pp. 243-261.
49.  “Il rilevamento analitico del «senso comune» e il suo impiego in funzione sintetica nell’àmbito della logica materiale”, in Aquinas, 46 (2003), pp. 51-76.
50. “Presentazione: Le forme attuali del relativismo”, in Aquinas, 46 (2003), pp. 387-403.
51.  “A Reply to Santiago Zabala”, in Sensus Communis, 5 (2004), pp. 440-448.
52.  “Dalle certezze del senso comune alla problematicità della metafisica”, in Evandro Agazzi (ed.), Valore e limiti del senso comune, Franco Angeli, Milano 2004, pp. 285-303.
53. “Il senso comune e i «presupposti» della costruzione filosofica”, in Evandro Agazzi (ed.), Valore e limiti del senso comune, Franco Angeli, Milano 2004, pp. 201-217.
54.  “Per un bilancio critico: il senso comune e le teorie sulla verità”, in Roberto Di Ceglie (ed.), Senso comune e verità. Verso un fondamento comune alle diverse formulazioni della verità, Edivi, Roma 2004, pp. 99-116.
55. Philosophie du sens commun. Logique aléthique de la science et de la foi, trad. fr. di François Livi e Davide Luglio, L’Age d’Homme, Losanna-Parigi 2004, pp. pp. 302
56. L’esperienza etica, in Abelardo Lobato (ed.), Proceedings of the International Congress on Christian Humanism in the Third Millennium:The Perspective of Thomas Aquinas, 21-25 September 2003, Pontificia Academia Sancti Thomae Aquinatis, Vatican City 2004, pp. 539-560.
57.  La ricerca della verità: dal senso comune alla dialettica, nuova edizione ulteriormente aumentata (“Propedeutica filosofica”, 4), Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 20053, pp. 462.
58.  “Introduzione epistemologica”, in Roberto Rossi, Fondamento e storia. Iniziazione alla filosofia della religione, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma, 20043, 20054, pp. 9-20.
59.  “Critica del criticismo dal punto di vista della coerenza materiale”, in Aquinas, 47 (2004), pp. 653-669.
60.  Recensione di Metafísica de la opción intelectual, di Carlos Cardona, in Sensus Communis, 5 (2004), pp. 103-107.
61.  “Religious Experience, Grounded Upon the Evidence of Common Sense”, in Sensus Communis, 5 (2004), pp. 359-373.
62. “Tentativo di sintesi: la verità logica come primo analogato”, in Aquinas, 47 (2004), pp. 407-418.
63.  “Risposta a Juan José Sanguineti”, in Sensus Communis, 5 (2004), pp. 416-421.
64.  “Il «senso comune»”, in Il Timone, 6 (2004), n. 34, pp. 32-33.
65.  “La Metafisica del concreto di Melendo”, saggio introduttivo a Tomás Melendo, Metafisica del concreto. I rapporti tra filosofia e vita, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2005, pp. 9-18.
66.  Recensione di Mario Pangallo, Il creatore del mondo. Breve trattato di teologia filosofica (Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2005), in Aquinas, 48 (2005), pp. 367-369.
67. Recensione di Juan José Sanguineti, Introduzione alla gnoseologia (Le Monnier, Firenze 2004), in Aquinas, 48 (2005), pp. 390-393.
68.  “Sullo statuto epistemologico della filosofia della religione”, in Aquinas, 48 (2005), pp. 181-198.
69.  Senso comune, in Virgilio Melchiorre (ed.), Enciclopedia filosofica, vol. XI, Editore Bompiani, Milano 2006, pp. 10483-10495.
70.  Presentazione, in Philip Larrey, Il pensiero sulla logica. Orientamenti recenti di filosofia della logica in ambito analitico, Lateran University Press, Città del Vaticano 2006, pp. 5–11.
71.  “Discussione con Evandro Agazzi sulla filosofia del senso comune”, in Aquinas, 49 (2006), pp. 503-516.
72. Senso comune e logica aletica (“Sensus communis – Annuario di logica aletica”, n. 1), Casa editrice Leonardo da Vinci, Roma 2005 (20072), pp. 134.
73. Metafisica e senso comune. Sullo statuto epistemologico della filosofia prima (“Sensus communis – Annuario di logica aletica”, n. 6), Casa editrice Leonardo da Vinci, Roma 2007, pp. 202. Vedi i commenti a questo testo nella sezione DIALOGHI.
74. Evandro Agazzi e la filosofia del senso comune, in Fabio Minazzi (ed.), Filosofia, scienza e bioetica nel dibattito contemporaneo. Studi internazionali in onore di Evandro Agazzi, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Roma 2007, pp. 225-234.
75.  Prefazione, in Dario Sacchi, Lineamenti di una metafisica di trascendenza, Studium, Roma 2007, pp. 7-11.
76.  Recensione di Philip Larrey, Il pensiero sulla logica, Lateran University Press, Roma 2006, in Aquinas, 50 (2007), pp. 799-805.
77.  Metafisica del diritto e costruzione dei rapporti giuridici, in Paolo Gherri (ed.), Categorialità e trascendentalità del diritto. Atti della Giornata Canonistica Interdisciplinare, Lateran University Press, Roma 2007, pp. 119-133.
78.  Recensione di M. A. Mendosa, Epistemologia del senso comune. La conoscenza ordinaria e la conoscenza epistemica del senso comune, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2006, in Aquinas, 50 (2007), pp. 847-849.
79.  “La bellezza, dal fenomeno al fondamento”, Introduzione a Francesco Coralluzzo, La percezione della bellezza. Fondamenti metafisici della conoscenza estetica, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2008, pp. 7-18.
80.  Prefazione, in Roberto Di Ceglie, La conoscenza religiosa. Nuove prospettive nell’epistemologia contemporanea, Eupress, Lugano 2008, pp. 7-19.
81. “Che cos’è l’essere per i metafisici? Questioni aperte”, in Valentina Pelliccia (ed.), Per una metafisica non razionalistica. Discussione su “Metafisica e senso comune”, di A. Livi, Casa editrice Leonardo da Vinci, Roma 2008, pp. 149-164.
82. “L’essere delle cose è presenza e non concetto. Replica a Horst Seidl”, in Aquinas 51 (2008), pp. 121-131.
83. Conclusione, in Philip Larrey (ed.), Per una filosofia del senso comune. Studi in onore di Antonio Livi , Italianova, Milano 2009, pp. 231-260.
84. Prólogo, in Gerardo Galetto, Hannah Arendt: sentido común y verdad, Editorial Biblos, Buenos Aires 2009, pp. 9-17.
86.  Metafisica e senso comune. Sullo statuto epistemologico della “filosofia prima”, seconda edizione aumentata
(“Biblioteca di Sensus communis, n. 3), Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2010, pp. 180
.
86. La filosofia del senso comune serve a dimostrare la possibilità di una metafisica non razionalistica, in Antonio Livi (ed.), La filosofia del senso comune al vaglio della critica, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2010, pp. 19-38.
87. Filosofia del senso comune. Logica della scienza e della fede, nuova edizione interamente rielaborata (“Biblioteca di Sensus communis, n. 7), Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2010, pp. 210.
88. Presentazione, in Thomas Rego, La filosofia del sentido común en Aristóteles. La doctrina aristotélica de las “koinais doxai”, los “enbdoxa£” y los primeros principios de la demonstración en comparación con la teoria de Antonio Livi acerca de las primeras verdades existenciales, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2011, pp. 7-12.
89. La nuova logica aletica come metodo critico per una fondazione rigorosa della verità del diritto, in Gianfranco Basti – Paolo Gherri (ed.), Logica e diritto: tra argomentazione e scoperta, Lateran University Press, Città del Vaticano 2012, pp.377-402.
90. Commento epistemologico, in Giovanni Paolo II, Fede e ricerca, L’Enciclica “Fides et ratio“, Leonardo da Vinci, roma 2013, pp. 170-198.
91. A Philosophy of Common Sense. The Modern Discovery of the Epistemic Foundations of  Science and Belief, The Davies Group Publishers, Aurora (Colorado) 2013.
92. “Whay the relative truth of any scientific statement presupposes the absolute truth of common sense”, in L’istanza critica, tra senso comune e scienza, ed. Antonio Livi, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2013, pp.33-40.
93. The Issue of Alethic Logic, in Science Between Truth and Ethical Responsibility. Evandro Agazzi in the Contemporary Scientific and Philosophical Debate, a cura di Mario Alai, Springer Verlag, Berlin 2015, pp. 234-256.

94. The Holistic Theory of Truth and the Epistemic Primacy of Common Sense Among  All Kinds of Ordinary Knowledge, in Epistemology of Ordinary Knowledge, edited by Mariano Bianca, Cambridge Scholars Publishing,  Newcastle upon Tyne (UK), 2015, pp. 117-126.

1.3. Sul contributo di Étienne Gilson alla filosofia del senso comune

1.     “Étienne Gilson e Teilhard de Chardin”, in Rumo, 123 (1968), pp. 176-183.
2.     “Étienne Gilson y Teilhard de Chardin”, in Istmo, 6 (1968), n. 58, pp. 17-23.
3.     “Étienne Gilson e Teilhard de Chardin”, in Nuestro Tiempo, n. 176 (1969), pp. 129-136.
4.     Étienne Gilson: filosofia cristiana e idea del limite critico (“Publicaciones de la Facultad de Filosofia y Letras de la Universidad de Navarra. Colección filosófica”, n. 14), Ediciones Universidad de Navarra, Pamplona 1970, pp. 252.
5.    “Étienne Gilson: metafisica e metodologia dell’esperienza storica”, in Filosofia oggi, 7 (1984), pp. 547-556.
6.    Étienne Gilson: “El espíritu de la filosofía medieval” (“Crítica filosófica”, n.  41), Editorial Magisterio Español, Madrid 1984, pp. 172.
7.   “Analisi d’opere: Étienne Gilson, L’ateismo difficile”, in Rivista di Filosofia neo-scolastica, 75 (1983), pp. 343-347.
8.    “Étienne Gilson: metafisica e metodologia dell’esperienza storica”, in Filosofia oggi, 7 (1984), pp. 547-556.
9.    “Étienne Gilson”, in Gran Enciclopedia Rialp, Rialp, Madrid 19884, vol. XXV, coll. 850-857.
10.  Il mistero dell’essere nella filosofia esistenziale di Gilson, in Étienne Gilson, L’essere e l’essenza, trad. it., L. Frattini & M. Roncoroni, Editrice Massimo, Milano 1988, pp. V-XXIII.
11. “Il contributo di Étienne Gilson alla migliore conoscenza di san Tommaso nel Novecento”, in Doctor communis, 1990, pp. 3-15.
12. “Consigli di lettura: Lo spirito della filosofia medioevale, di Gilson”, in Cultura e Libri, 15 (1999), n. 121, pp. 15-17.
13. “Il realismo come metodo necessario della metafisica secondo Étienne Gilson”, in Horst Seidl (ed.), Realismus als philosophisches Problem, Olms Verlag, Hildesheim 2000, pp. 131-138.
14. Étienne Gilson: una vera filosofia per l’intelligenza della fede, in Roberto Di Ceglie (ed.), Verità della Rivelazione. I filosofi moderni della “Fides et ratio”, Edizioni Ares, Milano 2003, pp. 125-152.
15. Prefazione, in Roberto Di Ceglie, Étienne Gilson. Filosofia e Rivelazione, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 2004, pp. 5-15.
16. “Étienne Gilson e la discussione sul realismo”, in Aquinas, 50 (2007), pp. 607-619.
17. “Meglio il realismo di Tommaso del dubbio sistematico di Cartesio”, in L’Osservatore romano, 16 maggio 2008, p. 4.
18.  Postfazione, in Étienne Gilson, Il realismo, metodo della filosofia, ed. Antonio Livi, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2008, pp. 147-180.
19. “Gilson: il realismo come unico possibile metodo per un’autentica filosofia”, in Filosofia oggi, 32 (2009), pp. 159-168.
20. “Del Noce e l’altra modernità: da Descartes a Gilson”, in Aquinas, 53 (2010), pp. 573-584.
21. Gilson e la fecondità filosofica della teologia dimostrata alla luce della storia, in Etienne Gilson, Introduzione alla filosofia cristiana, trad. it., ed. Carmine Matarazzo, Editrice “Su ali d’aquila”, Capua 2013, pp. 35-51.

1.4. Sulla razionalità dell’atto di fede nella rivelazione cristiana

1.      “Il pericolo è il fideismo”, in Studi cattolici, 24 (1980), pp. 779-784.
2.     Antonio Livi (ed.), La conoscenza storica (I). Storicità di Cristo e fede cristiana (“grande Enciclopedia Epistemologica”, n. 112), Edizioni Romane di Cultura, Roma 1997.
3.      “La falsa guerra tra verità e fede”, in Nuntium, 4/12 (2000), pp. 165-171.
4.      “Verità della fede e verità della ragione: considerazioni di logica aletica in margine alla Fides et ratio”, in Aquinas, 44 (2001), pp. 175-198.
5.     “Una concezione razionalistica del pensare. Intorno a P. Coda – E. Severino, La verità e il nulla. Il rischio della libertà”, in Sensus communis, 2 (2001), pp. 134-137.
6.      Razionalità della fede nella Rivelazione. Un’analisi filosofica alla luce della logica aletica (“Grande Enciclopedia Epistemologica”, nuova serie, 7), Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2002 (20052), pp. 164.
7.      “Modern Philosophy and the Origins of Catholic Fideism”, in Aquinas, 46 (2003), pp. 234-245.
8.      Razionalità della fede nella Rivelazione. Un’analisi filosofica alla luce della logica aletica, nuova edizione riveduta e aumentata(“Grande Enciclopedia Epistemologica”, nuova serie, 7), Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 20052, pp. 164.
9.      Reasons for Believing. On the Rationality of Christian Faith (“Contemporary European Cultural Studies”,  n. 1), The Davies Group, Aurora, Colorado 2005, pp. 168.
10. Antoni Le premesse razionali della fede secondo “Fides et ratio”, in Antonio Livi & Giuseppe Lorizio (edd.), Il desiderio di conoscere la verità. Teologia e filosofia a cinque anni da “Fides et ratio” (“Dibattito per il Millennio”, n. 1), Lateran University Press, Città del Vaticano 2005, pp pp. 37-54.
11. “Le ragioni cristiane del credere e i paradossi della polemica neopagana”, in Sacerdos, settembre-ottobre 2007, pp. 30-33.
12.  Logica della testimonianza. Quando credere è ragionevole, in collaborazione con Flavia Silli (“Dialogo di filosofia”, n. 10), Lateran University Press, Città del Vaticano 2007.
13. “L’essenza razionale del cristianesimo. Alle fonti del magistero di Benedetto XVI”,   in Studi cattolici, n. 567 (2008), pp. 324-330.
14.  La teologia di oggi ha bisogno di una nuova interpretazione filosofica della dottrina tommasiana dei “praeambula fidei”, in “Praeambula fidei” e nuova apologetica (Atti dell’VII Sessione plenaria, 20-22 giungo 2008), Pontificia Academia Sancti Thomae Aquinatis, Città del Vaticano 2008, pp. 151-175.
15. La teologia non può fare a meno, oggi, di una nuova interpretazione filosofica della dottrina dei “praeambula fidei”, in Antonio Livi (ed.), Premesse razionali della fede. Teologi e filosofi a confronto sui praeambula fidei”, Lateran University Press, Città del Vaticano 2008, pp. 13-42.
16. La discussione sui “praeambula fidei” ha messo in luce l’insanabile contrasto tra i diversi orientamenti filosofici della teologia contemporanea, in Antonio Livi (ed.), Premesse razionali della fede. Teologi e filosofi a confronto sui praeambula fidei”, Lateran University Press, Città del Vaticano 2008, pp. 371-428.
17. “La razionalità del cristianesimo, ovvero la giustificazione epistemica della fede cristiana”, in Nuntium 12 (2008), n. 35-36, pp. 71-79.
18.  “Praeambula fidei”. Il contributo della logica epistemica all’ermeneutica della fede (”Ermeneutica teologica”, n. 6), Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2012.

2. Opere di didattica della filosofia

1.     Antonio Livi (ed.), Studiare filosofia in italiano (II): storia della filosofia antica e medioevale (“Cultura & Libri”, n. 123),  Edizioni Romane di cultura, Roma 1993.
2.     Antonio Livi (ed.), Studiare filosofia in italiano (III): storia della filosofia moderna (“Cultura & Libri”, n. 125), Edizioni Romane di cultura, Roma 1994.
3.     Antonio Livi (ed.), Studiare filosofia in italiano (IV). Dopo Kant: nascita, sviluppo e crisi dell’idealismo (“Cultura & Libri”, n. 128),  Edizioni Romane di Cultura, Roma 1994.
4.      Lessico della filosofia. Etimologia, semantica e storia dei termini filosofici (“Sagitta. Problemi e documenti”, n. 45), Edizioni Ares, Milano 1995, pp. 159.
5.     “L’insegnamento della filosofia nei licei”, in Nuova paideia, 17 (gennaio-febbraio 1998), pp. 15-27.
6.      La filosofia e la sua storia, vol. I: La filosofia antica e medioevale; vol. II: La filosofia moderna; vol. III:La filosofia contemporanea (tomo 1: L’Ottocento; tomo 2: Il Novecento), Società Editrice Dante Alighieri, Roma 1997-1998 (20002; 20013), pp. XII+430; 640; 630; 810.
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7.      Dizionario storico della filosofia, Società Editrice Dante Alighieri, Roma 2000 (20012), pp.  220.
8.     Storia sociale della filosofia, vol. I: La filosofia antica e medioevale; vol. II: La filosofia moderna; vol. III:La filosofia contemporanea (tomo 1: L’Ottocento; tomo 2: Il Novecento), Società Editrice Dante Alighieri, Roma 2006-2007.
9.     Perché interessa la filosofia e perché se ne studia la storia (“Propedeutica filosofica”, n. 1), Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2006 pp. 432.
10. “La filosofia della conoscenza come sinossi epistemologica delle discipline teoretiche della filosofia sistematica”, in Aquinas, 50 (2007), pp. 389-397.
11.  Nuovo dizionario storico della filosofia, Società Editrice Dante Alighieri, Roma 2008, pp.  348.
12.  Dizionario critico della filosofia, Società Editrice Dante Alighieri, Roma 2009, pp.  358. img003

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3. Libri e saggi di argomento teologico

3.1. I presupposti filosofici della teologia

1.     “L’ecclesiologia del card. Newman”, in Studi cattolici, 15 (1971), pp. 348-352.
2.      “Pluralismo y filosofia”, in Palabra, n. 192-193 (1981), pp. 370-373.
3.     “Bilancio della teologia morale”, in Studi cattolici, 30 (1986), pp. 349-351.
4.      “Senso comune e filosofia nel pensiero dei Padri preniceni”, in Acta philosophica, 2 (1993), pp. 42-69.
5.      “La filosofia nella Fides et ratio. Un’analisi epistemologica”, in Divus Thomas, 102/3 (1999), pp. 133-164.
6.      “Il senso comune nell’enciclica di Giovanni Paolo II sulla filosofia”, in Sensus communis, 1 (2000), pp. 23-40.
7.      “La «teosofia» rosminiana: il suo fascino e le sue ambiguità”, in L’Osservatore romano, 12 luglio 2001, pp. 6-7.
8.      “Fede cristiana e filosofia nella età moderna: il problema della certezza”, in Edoardo Mirri e Furia Valori (edd.), Fede e ragione, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 2002, pp. 127-142.
9.     “Cartesio e il fideismo”, in Nuntium 6 (2002), n. 18, pp. 150-162.
10.  “Fede nella Rivelazione e metodo cartesiano: alle origini dello scetticismo moderno”, in Aquinas, 45 (2002), pp. 7-26.
11.  “Il mistero, il dogma e l’ermeneutica teologica”, «Introduzione» a Luigino Zarmati, L’Incarnazione. Dal dato rivelato all’interpretazione mistica di Giovanni della Croce, Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2004, pp. 7-25.
12.  “La filosofia di fronte al problema del male: Stanislas Breton e la Passione di Cristo”, in Aquinas, 47 (2004), pp. 23-41.
13.  “Filosofia e ortodossia. Il pensiero cristiano, grembo della modernità”, in Studi cattolici, 47 (2003), pp. 84-89.
14.  “The Philosophical Category of «Faith» at the Origins of Modern Skepticism”, in Nova et vetera, English edition, 1-2 (2003), pp. 321-340.
15. “Per una fondazione aletica del discorso”, in Angela Ales Bello, Leonardo Messinese & Aniceto Molinaro (edd.), Fondamento e fondamentalismi. Filosofia, teologia, religioni, Città Nuova, Roma 2004, pp. 227-257.
16. Dalla verità della fede alla verità della ragione: la funzione epistemica del senso comune, in Diocesi di Perugia – Città della Pieve (ed.), La filosofia cristiana tra Ottocento e Novecento e il magistero di Leone XIII, Arti Tipografiche toscane, Cortona – Perugia  2004,pp. 483-504.
17.  “L’annuncio della fede e la «retta ragione». Prospettive della pastorale alla luce della Fides et ratio”, in Graziano Borgonovo e Krzysztof Charamsa (edd.), Percorsi di formazione sacerdotale, vol. I: Perché si generi la «Forma Christi», Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2005, pp. 33-61.
18. Antonio Livi, Giuseppe Lorizio (edd.), Il desiderio di conoscere la verità. Teologia e filosofia a cinque anni da “Fides et ratio” (“Dibattito per il Millennio”, n. 1), Lateran University Press, Città del Vaticano 2005.
19.  Le premesse razionali della fede secondo “Fides et ratio”, in Antonio Livi & Giuseppe Lorizio (edd.), Il desiderio di conoscere la verità. Teologia e filosofia a cinque anni da “Fides et ratio”, Lateran University Press, Città del Vaticano 2005, pp. 37-54.
20. Antonio Livi, (ed.), Premesse razionali della fede. Teologi e filosofi a confronto sui “praeambula fidei”, Lateran University Press, Città del Vaticano 2008. Vedi un  commento di Valentina Pelliccia alla pagina “DIALOGHI”.
21.  “Descartes y el fideísmo”, in Humanitas, 49 (2008), pp. 60-72.
22.  Filosofia e teologia (“Teologia ecclesiale”, n. 13/2), Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2009.Livi_Filosofia_e_Teologia

3.2. Sistemi filosofici incompatibili con la fede cristiana

1.      “Hegelismo e difficoltà della fede cristiana», in Studi cattolici, 14 (1970), pp. 800-804.
2.      “Cristianesimo e marxismo nel pensiero di Giulio Girardi”, in Rivista del clero italiano, 58 (1977), pp. 122-133.
3.      Cristo no es Marx: el marxismo y la fe cristiana (Folletos de Mundo cristiano, n. 95), Editorial Mundo Cristiano, Madrid 1978, pp. 80.
4.     Cristo non è Marx, Edizioni Colibrì, Torre del Benaco 1979.
5.      “La filosofia di Marx”, in Rivista del clero italiano, 55 (1974), pp. 118-124.
6.      “Ateismo e prassi nel marxismo da Marx a Garaudy”, in Rivista del clero italiano, 55 (1974), pp. 525-535.
7.      Louis Althusser: “La revolución teórica de Marx” y “Leer el Capital” (“Crítica filosófica”, n. 23), Editorial Magisterio Español, Madrid 1976, pp. 160.

3.3. La dottrina della Chiesa sulla filosofia

1.     “Il ritorno allo studio di san Tommaso prima e dopo l’Aeterni Patris”, in Scripta theologica, 11 (1979), pp. 599-618.
2.     “Il ritorno allo studio di san Tommaso prima e dopo l’Aeterni Patris”, in Pedro Rodríguez (ed.), Fe, razón y teología, Eunsa, Pamplona 1979, pp. 191-220.
3.     “Il movimento neotomista”, in Antonio Livi (ed.), Le ragioni del tomismo, Ares, Milano 1979, pp. 19-49.
4.     Antonio Livi (ed.), Le ragioni del tomismo. Dopo il centenario dell’enciclica “Aeterni Patris”, Ares, Milano 1979.
5.     “La filosofia nel magistero postconciliare”, in Studi cattolici, 24 (1980), pp. 723-726.
6.      “La encíclica Aeterni Patris y el movimiento neotomista”, in Pedro Rodríguez (ed.), Tomás de Aquino, también hoy, Eunsa, Pamplona 1990, pp. 23-45.
7.     Antonio Livi (ed.), Dal fenomeno al fondamento. Necessità, metodo e limiti della filosofia secondo l’enciclica “Fides et ratio”, Edizioni Romane di Cultura, Roma 1998.
8.     “Giovanni Paolo II e la «filosofia implicita» (Fides et ratio, § 14)”, in Aquinas, 47 (2004), pp. 153-171.

3.4. La teologia come ipotesi di interpretazione del dogma

1.      “Dogma e Magistero dopo il «caso Küng»”, in Studi cattolici, 24 (1980), pp. 171-177.
2.     Introduzione, a Enrico Maria Radaelli, Il mistero della sinagoga bendata, Elledieffe, Milano 2002, pp. I-IX.
3.     “Romano Amerio, le mutazioni culturali e l’essenza del cristianesimo”, in Cenobio, 54 (2005), n. 3, pp. 239-251.
4.      Introduzione. Le disavventure di un filosofo cristiano, in Enrico Maria Radaelli, Romano Amerio. Della verità e dell’amore, Costantino Marco Editore, Lungro di Cosenza 2005, pp. VII-XXVIII.
5.     “Il metodo teologico di Karl Rahner. Una critica del punto di vista epistemologico”, in Fides catholica, n. 2, II, 2007, pp. 269-276.
6.      Prefazione, in Guglielmo Fichera, L’Apocalisse, Edizioni di Fede e Cultura, Foggia 2007, pp. 3-5.
7.      L’immaginazione poetica come ermeneutica teologica, Introduzione a François Livi, Dante e la teologia. L’immaginazione poetica nella “Divina Commedia” come interpretazione del dogma, Casa editrice Leonardo da Vinci, Roma 2008, pp. 5-24.
8.      Il metodo teologico di Karl Rahner. Una critica del punto di vista epistemologico, in Serafino M. Lanzetta (ed.), Karl Rahner. Un’analisi critica. La figura, l’opera e la recezione teologica di Karl Rahner (1904-1984), Cantagalli, Siena 2009, pp. 13-17.
9. Vera e falsa teologia. Come distinguere l’autentica “scienza della fede” da un’equivoca”filosofia religiosa” (”Grande Enciclopedia Epistemologica”, n. 8), Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2012, pp. 310.
(vedi recensioni in www.formazioneteologica.it e www.fidesetratio.it)
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10. Vera e falsa teologia. Come distinguere l’autentica “scienza della fede” da un’equivoca”filosofia religiosa” (”Grande Enciclopedia Epistemologica”, n. 8), seconda edizione aumentata, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2012, pp. 340. Layout 1
11. “Applicazione dei procedimenti della lligca aletica alla teologia

e determinazione delle condizi0ni essenziali per l’ammissibilità delle ipotesi teologiche di

intepretazione del dogma”, in  Divinitas, 2013, pp. 5-19.

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3.5. Vere e false interpretazioni del cristianesimo

1.     “La catechesi del Papa in Irlanda e negli Usa”, in Studi cattolici, 23 (1979), pp. 675-681.
2.      “Un saggio di «malacritica»”, in Cultura & Libri 16 (1998), n. 118-119, pp. 3-5.
3.      “Nostalgia de un neoplatónico”, in Nuntium, 3 (2002), n. 6, pp. 168-169.
4.      “L’essenza del cristianesimo e i cristiani di oggi”, in Il Timone, 29 (2004), pp. 39-41.
5.     Postfazione, in José Antonio Ullate, Contro il Codice Da Vinci, Kupfer & Sperling, Milano 2005, pp. 203-221.
6.      “Rorty e Vattimo: il cristianesimo in prospettiva post-metafisica”, in Aquinas, 49 (2006), pp. 175-187.
7.     “Cacciari”, in Il Timone, 39 (2006), pp. 39-41.
8.      “Contra Vito Mancuso”, in Il Timone, 10 (2008), n. 75, pp. 30-31.
9.      Per rendere giustizia a un filosofo cristiano, in Centro Studi Oriente Occidente (ed.), Romano Amerio. Il Vaticano II e le variazioni nella Chiesa cattolica del XX secolo, Fede & cultura, Verona 2008, pp. 100-108.
10.  “L’inconfondibile tratto pastorale di Giuseppe Siri”, in L’Osservatore romano, 11 dicembre 2008, p. 5.
11.  “Romano Amerio”, in Il Timone, 11 (2009), n.80, pp. 30-31.

3.6. Antropologia, etica e politica al luce della Rivelazione

1.     “Risultati e prospettive dello sviluppo economico in Spagna”, in Rivista di politica economica, 12 (1963), pp. 11-31.
2. “Europa frente a los problemas de América Latina”, in Istmo, 4 (1966), n. 42, pp. 38-41.
2.     “Esaurire la verità”, in Studi cattolici 9 (1965), pp. 123-134.
3.     “Agotar la verdad”, in Nuestro tiempo, 12 (1965), pp. 667-673.
4.      “L’impegno dei cristiani nelle strutture temporali”, in Rivista Diocesana di Roma, n. 1-2 (1968), pp. 3-12.
5.     “Unità religiosa e pluralismo politico”, in  Studi cattolici 9 (1965), pp. 174-182.
6.     “Il destino dell’uomo in Karol Wojtyla”, in Studi cattolici, 23 (1979), pp. 603-610.
7.     “Giovanni Paolo II per la famiglia”, in Studi cattolici, 24 (1980), pp. 439-445.
8.     “L’antropologia cristiana fra scienze umane ed esegesi biblica”, in Renovatio, 16 (1981), pp. 72-83.
9.      “…Nelle cose che riguardano Dio”, in Fides nostra, n. 3 (maggio – giugno 1981), pp. 5-10.
10.  “Etica e spiritualità del lavoro”, in Studi cattolici, 25 (1981), pp. 698-704.
11.  “Giovanni Paolo II per la famiglia”, in Studi cattolici, 25 (1981), pp. 553-556.
12. “Pluralismo y filosofía”, in Palabra, n. 192-193 (1981), pp. 32-35.
13. “L’uomo e lo Stato in Maritain”, in Studi cattolici, 27 (1983), pp. 739-741.
14. “L’etica del dono nel matrimonio”, in Studi cattolici, 28 (1984), pp. 243-244.
15.  “El pluralismo político de los católicos”, in Palabra, n. 260 (1987), pp. 139-142.
16. “Humanismo, cultura y evanglelización”, in L. Mateo Seco (ed.), La formación de los sacerdotes en las circunstancias actuales, Eunsa, Pamplona 1990, pp. 811-824.
17. Antonio Livi (ed.), Demografia (I): popolazione mondiale e sviluppo economico, Edizioni Romane di cultura, Roma 1994.
18.  “Scheda bibliografica” su Salvatore Azzaro, Politica e storia in Fichte, Jaca Book, Milano 1993, in Acta Philosophica, 3 (1994), pp. 183-185.
19. Antonio Livi (ed.), Filosofia della politica (III): relativismo etico e democrazia (“Grande Enciclopedia Epistemologica”, n. 103), Edizioni Romane di Cultura, Roma 1996.
20. Pensiero debole e consenso sui valori in politica», in A. Livi (ed.), Relativismo etico e democrazia, Edizioni romane di cultura, Roma 1996, pp. 5-10.
21. “Dottrina sociale della Chiesa ed epistemologia”, in La società, n. 4 (1997), pp. 676-685.
22.  “La dottrina sociale della Chiesa: chi può comprenderla? Chi può accettarla?”, in Area, 2 (1997), n. 20, pp. 37-39.
23. “La cultura: una fatica? Ne vale la pena”, in Cultura e Libri, 15 (1999), n. 120, p. 3.
24.  “I cattolici e il bene comune”, in Nuntium 7 (2003), n. 19, pp. 79-89.
25.  “Los católicos y el bien común”, in Nuntium (Edición en español), 4 (2003), n. 9, pp. 83-93.
26.  “Guerra Santa all’Occidente”, in Studi cattolici, 49 (2005), pp. 676-685.
27.  La modernità di Fabro: Tommaso e Kierkegaard, in Federico Costantini (ed.), Cornelio Fabro e il problema della libertà. Questioni teoretiche, problemi etici, conseguenze politiche, Forum Editrice Universitaria Udinese, Udine 2007, pp. 67-74.
28. “¿Guerra Santa en Occidente?”, in Humanitas, 12 (2007), pp. 258-275.
29.  Prefazione, in Carlo Testa, Principi di deontologia professionale degli operatori del diritto, Il Progresso Giuridico, Roma s. d. (ma 2008), pp. 7-13.
30. “La tradizione: un valore cristiano, prima ancora di un’opzione filosofica”, in Tradizione, 45 (2008), gennaio-marzo, pp. 14-17.
31.  Etica dell’imprenditore. Le decisioni aziendali, i criteri di valutazione e la dottrina sociale della Chiesa,
SUOS 4
Leonardo da Vinci, Roma 2008, pp. 138.
3.7. La fede pensata e vissuta
1.     “Il matrimonio come vocazione”, in Studi cattolici, 10 (1966), pp. 29-33.
2.     “Le omelie di mons. Escrivá de Balaguer”, in Studi cattolici, 16 (1972), pp. 48-50.
3.     Perché confessarsi? Rispose a giovani e adulti, Edizioni Colibrì, Torre del Benaco 1983.
4.      “Carisma e istituzione”, in Rivista del clero italiano, 64 (1983), pp. 153-158.
5.     “Verso il convegno ecclesiale. Un cammino di riconciliazione”, in Studi cattolici, 29 (1985), pp. 173-175.
6.      “Le omelie di mons. Escrivá de Balaguer”, in Studi cattolici, 16 (1972), pp. 48-50.
7.     “L’Imitazione di Cristo dei nostri tempi», in Prospettive nel mondo, 13 (1988), n. 147, pp. 36-40.
8. Specificità dell’apostolato laicale, in AA.VV., Chi sono i laici, Edizioni Ares, Milano 1988, pp. 123-145.
9.     Antonio Livi, (ed.), Città secolare e cittadinanza cristiana: i «libri di fuoco» di Josemaría Escrivá, Edizioni Romane di Cultura, Roma 1992.
10. “Il primo oggetto della fede”, in Nuntium, 4/11, 2000, pp. 35-39.
11.  “Verità e carità nel dialogo interreligioso”, in Città di vita, 58 (2003), pp. 425-440.
12. “Il dialogo tra le religioni e il pericolo del relativismo”, in Fede e cultura, 5 (2003), n. 14, pp. 9-11.
13.  “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia. Se Piero Angela avesse più senso comune…”, in Vita pastorale, 30 (2003), n. 1, pp. 133-135.
14. Perché confessarsi, in Fogli. Itinerari mensili di cultura, aprile 2005, pp. 4-31.
15.  La verità e la libertà, in Rino Fisichella (ed.), Giovanni Paolo II: Cristo, l’uomo, la storia, (“Nuntium”, 25-26), Lateran University Press, Città del Vaticano 2005, pp. 60-74.
16. “Dio nessuno l’ha mai visto” (Gv 1, 18),in Fernando Taccone (ed.), La visione del Dio invisibile nel Volto del Crocifisso, Edizioni OCD, Roma 2008, pp. 35-46.
17.  Marian Coredemption in the Ecclesiology of Cardinal Charles Journet, in Alessandro Apolloni (ed.), Mary at the Foot of the Cross, VII: Corredemptrix, therefore Mediatrix of All Graces, Academy of the Immaculate, New Bedford, Massachusetts 2008, pp. 355-366.
18. “Praeambula fidei”. Il contributo della logica epistemica all’ermeneutica della fede, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2013, pp.  210.

4. Opere di altri autori pubblicate a cura di A. Livi

1.     Franco Amerio, La dottrina della fede, ed. Antonio Livi (“Classici della catechesi”, n. 4), Edizioni Ares, Milano 1974.
2.     Maurice Blondel, Émile Bréhier, Étienne Gilson, Jacques Maritain, Il problema della filosofia cristiana, trad. it., ed. Antonio Livi (“Paideia. Testi filosofici e pedagogici ad uso delle scuole”, n. 9), Pàtron, Bologna 1974.
3.     Josef Pieper, Per la filosofia, trad. it., ed. Antonio Livi, Edizioni Ares, Milano 1976.
4.     Étienne Gilson, Introduzione alla filosofia cristiana, trad. it. di A. Bettini, ed. Antonio Livi Livi (“Scienze umane e filosofia”, n. 15), Massimo Editore, Milano 1982.
5.     Étienne Gilson, Dio e la filosofia, trad. it., ed. Antonio Livi (“Scienze umane e filosofia”, n. 19), Editrice Massimo, Milano 1984.
6.     Étienne Gilson, L’essere e l’essenza, trad. it. di Luca Frattini & Massimo Roncoroni, ed. Antonio Livi (“Scienze umane e filosofia”, n. 25), Editrice Massimo, Milano 1988
7.     Joseph de Finance, Essere e pensiero. Il “cogito” di Descartes e il realismo tomista trad. it. di Luigino Zarmati, ed. Antonio Livi (“Filosofia e scienze umane”, n. 2), Società Editrice Dante Alighieri, Roma 1996.
8.     Giovanni Paolo II, Fede e ricerca. Testo integrale dell’enciclica “Fides et ratio”, trad. it., con introduzione e commento di Antonio Livi, Edizioni romane di Cultura, Roma 1998.
9.     Étienne Gilson, Filosofia e incarnazione in sant’Agostino, traduzione italiana di Luigi Zarmati, ed Antonio Livi (“Grande Enciclopedia Epistemologica”, n. 121), Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 1999.
10. Étienne Gilson, Il realismo, metodo della filosofia, traduzione italiana e commento di Antonio Livi, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2008.
12. Giuseppe Siri, La perfezione cristiana. Lettere pastorali per la Quaresima, Editore Giardini, Pisa-Roma 2010.
12. Giuseppe Siri, Le agonie del mondo, Editore Giardini, Pisa-Roma 2011.
13. Giovanni Paolo II, Fede e ricerca. Testo integrale dell’enciclica “Fides et ratio”, trad. it., con introduzione e commento di Antonio Livi, nuova edizione aumentata, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2011.