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INTERVENTI DI ANTONIO LIVI A CONVEGNI E DIBATTITI PUBBLICI

INTERVENTI REGISTRATI DA “RADIO RADICALE” Consultare il sito:   http://www.radioradicale.it/soggetti/antonio-livi  

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APPLICAZIONI TEOLOGICHE DELLA LOGICA ALETICA

Posted by admin | Posted in APPLICAZIONI DI LOGICA ALETICA | Posted on 31-12-2009

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COME INTERPRETARE

 ALLA LUCE DELLA LOGICA ALETICA

GLI INSEGNAMENTI DELL’ENCICLICA FIDES ET RATIO

SUI RAPPORTI TRA RAGIONE NATURALE E FEDE CRISTIANA 

 

 

 

con Benedetto XVI 

Nella foto: il decano della facoltà di Filosofia dell’Università Lateranense, Antonio Livi, illustra al papa Benedetto XVI nel 2008 le iniziative accademiche promosse dalla sua facoltà alla luce degli insegnamenti dell’enciclica di Giovanni Paolo II, Fides et ratio, della quale ricorreva il decennale (1998).

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LA METAFISICA DELLA CREAZIONE, PREMESSA RAZIONALE DELLA FEDE E DELLA MORALE CRISTIANA

 

INTERVISTA DELLA RADIO VATICANA AD ANTONIO LIVI

SUL SIGNIFICATO RELIGIOSO, CULTURALE E POLITICO

DEL CROCIFISSO NELLE AULE SCOLASTICHE

11/11/2009 14.54.42



Convegno alla Lateranense sulla persona umana davanti al Crocifisso

“La persona umana di fronte al Crocifisso”: su questo tema la Pontificia Università Lateranense ha organizzato ieri una giornata di studio alla presenza di docenti di antropologia, storia delle religioni, teologici e medici. In discussione anche la recente sentenza della Corte di Strasburgo sulla presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche. Ma come questo simbolo interroga l’uomo contemporaneo? Gabriella Ceraso lo ha chiesto a mons. Antonion Livi, già decano alla facoltà di Filosofia della Lateranense:
 
 
R. – La parola e il simbolo materiale del Crocifisso indicano una verità del Vangelo ed ossia che Dio ci ha amati sino a dare suo Figlio, che si è offerto per noi. Per cui è il messaggio dell’amore gratuito, libero ed infinito. Questo messaggio all’uomo di oggi serve per ricordargli che per sapere chi è deve usare la ragione che gli dice che lui è persona libera, responsabile e membro della comunità umana. Ma questo non basta, perché deve anche accettare la rivelazione che con Cristo l’uomo è anzitutto creatura, Figlio del Padre Eterno e poi è proprio per questo fratello.
 
 
D. – E’ un simbolo universale?
 
 
R. – Certo che è universale! perché questa verità sull’uomo non è un mistero rivelato che qualcuno può credere o non credere. E’ una realtà ontologica: l’uomo scopre in se stesso di essere figlio, perché la creazione da parte di Dio non è una invenzione del cristianesimo, ma era già prefigurata in qualche modo nella filosofia pagana. La filosofia cristiana l’ha addirittura dimostrata in maniera razionale: l’uomo non esisterebbe se non ci fosse Chi dà l’essere.
 
 
D. – Come guardare alle recenti polemiche dopo la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo…
 
 
R. – Un Paese che è democraticamente cattolico al 90 per cento e che ha nella sua Costituzione i Patti Lateranensi, ha tutto il diritto di esporre il Crocifisso, proprio perché fa parte delle libere scelte democratiche della nostra patria.
 
 
D. – Il confronto con il Crocifisso può fornire un modello per la crescita dell’uomo?
 
 
R. – Certo, perché i diritti dell’uomo sono stati portati nella civiltà mondiale proprio dal cristianesimo. Prima del cristianesimo non c’era nemmeno l’idea dell’uguaglianza assoluta degli uomini in base alla loro dignità umana, non c’era tutela di nulla, c’era la prepotenza di gruppo, di setta, di potere. E’ stato proprio il cristianesimo che ha detto: “non ci sono né greci né barbari; né uomo né donna; né ebreo né gentile: sono tutti una sola persona in Gesù Cristo”. D’altra parte il cristianesimo tanto ha rispettato il diritto dell’uomo e la libertà da creare per la prima volta nella storia del mondo la laicità. Ricordare tutte queste cose in sintesi con il Crocifisso non è offesa per nessuno, ma è un messaggio positivo per tutti.

http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=333510

Comments (1)

ho comperato tutto di antonio livi perchè a Urio ad una convivenza dell’Opus Dei tenuta da certo don Ugo dell’Opera duve acquistai, anche, il suo “filosofia del senso comune”: ma, causa una scorretta infarinatura al Liceo Gonzaga di Milano, trovai la strada di questa materia perennemente bloccata. Tra l’altro, ecco perchè le scrivo, mai ho trovato da comprendere il significato di “logica aletica”. Mi può aiutare, lei che ne è l’inventore? Lieto d’avere trovato come colloquiare coon lei, essendo anche ub informatico da strapazzo. Grazie. 20180116.

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