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APPLICAZIONI TEOLOGICHE DELLA LOGICA ALETICA

  COME INTERPRETARE  ALLA LUCE DELLA LOGICA ALETICA GLI INSEGNAMENTI DELL’ENCICLICA FIDES ET RATIO SUI RAPPORTI TRA RAGIONE NATURALE E FEDE CRISTIANA          Nella foto: il decano della facoltà di Filosofia dell’Università Lateranense, Antonio Livi, illustra al papa Benedetto XVI nel 2008 le iniziative accademiche promosse dalla sua facoltà alla luce degli insegnamenti dell’enciclica di Giovanni Paolo II, Fides et ratio, della quale ricorreva il decennale (1998). ________________________________________________________________   LA METAFISICA DELLA CREAZIONE, PREMESSA RAZIONALE DELLA FEDE E DELLA MORALE CRISTIANA   INTERVISTA DELLA RADIO VATICANA AD ANTONIO LIVI SUL SIGNIFICATO RELIGIOSO, CULTURALE E POLITICO DEL CROCIFISSO NELLE AULE SCOLASTICHE 11/11/2009 14.54.42 Convegno alla Lateranense sulla persona umana davanti al Crocifisso “La persona umana di fronte al Crocifisso”: su questo tema la Pontificia Università Lateranense ha organizzato ieri una giornata di studio alla presenza di docenti di antropologia, storia delle religioni, teologici e medici. In discussione anche la recente sentenza della Corte di Strasburgo sulla presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche. Ma come questo simbolo interroga l’uomo contemporaneo? Gabriella Ceraso lo ha chiesto a mons. Antonion Livi, già decano alla facoltà di Filosofia della Lateranense:     R. – La parola e il simbolo materiale del Crocifisso indicano una verità del Vangelo ed ossia che Dio ci ha amati sino a dare suo Figlio, che si è offerto per noi. Per cui è il messaggio dell’amore gratuito, libero ed infinito. Questo messaggio all’uomo di oggi serve per ricordargli che per sapere chi è deve usare la ragione che gli dice che lui è persona libera, responsabile e membro della comunità umana. Ma questo non basta, perché deve anche accettare la rivelazione che con Cristo l’uomo è anzitutto creatura, Figlio del Padre Eterno e poi è proprio per questo fratello.     D. – E’ un simbolo universale?     R. – Certo che è universale! perché questa verità sull’uomo non è un mistero rivelato che qualcuno può credere o non credere. E’ una realtà ontologica: l’uomo scopre in se stesso di essere figlio, perché la creazione da parte di Dio non è una invenzione del cristianesimo, ma era già prefigurata in qualche modo nella filosofia pagana. La filosofia cristiana l’ha addirittura dimostrata in maniera razionale: l’uomo non esisterebbe se non ci fosse Chi dà l’essere.     D. – Come guardare alle recenti polemiche dopo la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo…     R. – Un Paese che è democraticamente cattolico al 90 per cento e che ha nella sua Costituzione i Patti Lateranensi, ha tutto il diritto di esporre il Crocifisso, proprio perché fa parte delle libere scelte democratiche della nostra patria.     D. – Il confronto con il Crocifisso può fornire un modello per la crescita dell’uomo?     R. – Certo, perché i diritti dell’uomo sono stati portati nella civiltà mondiale proprio dal cristianesimo. Prima del cristianesimo non c’era nemmeno l’idea dell’uguaglianza assoluta degli uomini in base alla loro dignità umana, non c’era tutela di nulla, c’era la prepotenza di gruppo, di setta, di potere. E’ stato proprio il cristianesimo che ha detto: “non ci sono né greci né barbari; né uomo né donna; né ebreo né gentile: sono tutti una sola persona in Gesù Cristo”. D’altra parte il cristianesimo tanto ha rispettato il diritto dell’uomo e la libertà da creare per la prima volta nella storia del mondo la laicità. Ricordare tutte queste cose in sintesi con il Crocifisso non è offesa per nessuno, ma è un messaggio positivo per tutti. http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=333510

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INTERVENTI DI ANTONIO LIVI A CONVEGNI E DIBATTITI PUBBLICI

Posted by admin | Posted in documenti | Posted on 20-11-2009

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INTERVENTI REGISTRATI DA “RADIO RADICALE”

Consultare il sito:

 

http://www.radioradicale.it/soggetti/antonio-livi

 

Comments (2)

Ho insegnato Matematica e Informatica per 9 anni. Amo le discipline del Politecnico, e non solo quelle. Ho 61 anni. Sono convinto che le ’scienze’ un giorno scopriranno l’esistenza di dimensioni diverse, se non l’hanno già fatto. In realtà lo stanno già pubblicamente e lentamente facendo. Da un punto di vista logico non si può ‘dimostrare’ che qualcosa non esista. Per negare l’esistenza di qualcosa di ‘concreto’ bisognerebbe avere la capacità di ‘vedere’, di percepire, ogni parte o tipo di struttura dell’universo. Inoltre non ha senso discutere dell’esistenza di un ente non precisamente definito. Con tutto il rispetto per Monsignir Livi, la struttura che dirige e la tradizione che rappresenta, tradizione la cui antichità è probabile ma per me ignota, e senza conoscere tutto il sistema di convinzioni condivise dal suo mondo, mi permetto di affermare l’esistenza di qualcosa che da molti è rifiutata e da molti altri manipolata. Io, per esperienza attiva, credo nella pranoterapia. Spero con questa affermazione di non aver offeso il destinatario della mia lettera. Io credo che questa disciplina sia antichissima e che forse debba essere riscoperta nelle sue potenzialità. Distinti saluti. Ferdinando Ceccato.

Caro professor Ceccato,

grazie per avermi scritto. Le Sue considerazioni sono indubbiamente interessanti. Io conosco molto bene e questoni che Lei affronta, perché ho lavorato per anni assieme al professor Evandro Agazzi, matermatico e filosofo della matematica. Se Lei mi scrive più diffusamente inviando una mail a questo mio indirizzo privato (prof.antoniolivi@gmail.com) io potrò illustrarLe con argomentazioni adeguate il mio punto di vista.
Ossequi.

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