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PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI A. LIVI, “VERITA’ DEL PENSIERO&

  Verità del pensiero. Fondamenti di logica aletica (Lateran University Press, Città del Vaticano 2002) è un saggio di filosofia della conoscenza, incentrato sul problema della “logica aletica”, ossia delle regole per la determinazione della “qualità di verità” delle proposizioni e dei discorsi; riallacciandosi alle precedenti opere su questo argomento (e in particolare a  Filosofia del senso comune e a Il principio di coerenza), l’autore intende dimostrare che la verità del discorso (e pertanto anche del pensiero che ne è la premessa) dipende direttamente dalla sua coerenza con la struttura assiomatica dell’esperienza e del sapere deduttivo, ossia con i giudizi esistenziali di partenza che costituiscono il “senso comune”. La tesi è sostenuta con argomenti di carattere fenomenologico, dall’analisi dei princìpi di logica aletica presenti nei classici (in particolare Aristotele e Tommaso) e dai risultati delle ricerche più recenti in campo logico-filosofico e linguistico.                   L’opera ha la struttura e il carattere di un trattato, ma il tema è talmente coinvolgente che il discorso si fa subito vivo, talvolta appassionato. Si tratta infatti  del problema della verità del pensiero, ossia della riuscita di quella funzione essenziale della coscienza che è l’apertura alla realtà: quella del mondo e quella dell’io, quella fisica e quella spirituale. La verità fonda ogni altro valore che l’uomo vuole vivere: il bene, la bellezza, la giustizia… La trattazione si volge su tre livelli. Il primo, che l’Autore considera fontale e fondamentale, è l’esperienza, nel cui nucleo perenne e universale si scopre ciò che la filosofia moderna denomina “senso comune”. Poi c’è il livello della dialettica (ragionamento induttivo e deduttivo), che permette di inoltrarsi nelle tante e diverse strade della scienza. Un terzo livello, sempre connesso con l’esperienza e con la scienza, è quello della conoscenza per testimonianza, nella quale rientrano importanti àmbiti del pensiero quali sono la conoscenza storica, l’educazione e la fede religiosa. Preoccupazione costante dell’autore è di riportare a ogni passo i problemi suscitati dalle diverse forme del conoscere ai criteri di base della verità, che radicano nella presa di contato immediato e indubitabile con l’essere delle cose che è data solo dall’esperienza. Le conclusioni del trattato sono che non è ammissibile alcuna forma di razionalismo, che ignora i limiti e i condizionamenti del pensare; nemmeno è ammissibile però un’assurda fuga nello scetticismo, anche se il dubbio è la sfida costante che lo spirito critico rivolge alle certezze dell’uomo: certezze però che resistono a ogni assalto del dubbio quando possono essere criticamente giustificate dall’esperienza o ricondotte ad essa                                    

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LA RAGIONE AL SERVIZIO DELLA FEDE

Posted by admin | Posted in discussione di alcune idee | Posted on 17-11-2009

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con Benedetto XVI

Nel salutare il papa Benedetto XVI in visita all’Università Lateranense nel 2008, Antonio Livi, allora decano della facoltà di Filosofia, conferma al Santo Padre il suo impegno per una piena attuazione delle direttive pastorali contenute nell’enciclica “Fides et ratio” di Giovanni Paolo II sull’impiego della filosofia negli studi teologici.

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A PROPOSITO DI UN SAGGIO DI CRISTOLOGIA

 

Conferenza del prof. Antonio Livi

(videoregistrazione)

http://www.diocesidibenevento.it/mediateca.php?id=182#182

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