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	<title>Commenti per Antonio Livi</title>
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	<description>La filosofia del senso comune e le sue applicazioni di logica epistemica</description>
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		<title>Commenti su Discussione sull&#8217;opera di Gilson, &#8220;Le Réalisme méthodique&#8221;, pubblicata in italiano da A. Livi di admin</title>
		<link>http://www.antoniolivi.com/it/?p=67&#038;cpage=1#comment-645</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 16:39:35 +0000</pubDate>
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		<description>Dici delle cose giuste e interessanti. Mi congratulo. Entrando nel merito, come ha dimostrato Gilson nel famoso saggio &quot;Perché Tommaso ha criticato Agostino&quot;, il tomismo ha radici agostiniane, e ancora oggi molti filosofi di isprazione agostiniana siritrovano agevolmente in Tommaso (ad esempio, Luigi Stefanini e Michele Federico Sciacca). Ti consiglio di leggere in proposito ilmio saggio su &quot;Metafisica e senso comune&quot; (Casa Editrice Leonardo da Vinci).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dici delle cose giuste e interessanti. Mi congratulo. Entrando nel merito, come ha dimostrato Gilson nel famoso saggio &#8220;Perché Tommaso ha criticato Agostino&#8221;, il tomismo ha radici agostiniane, e ancora oggi molti filosofi di isprazione agostiniana siritrovano agevolmente in Tommaso (ad esempio, Luigi Stefanini e Michele Federico Sciacca). Ti consiglio di leggere in proposito ilmio saggio su &#8220;Metafisica e senso comune&#8221; (Casa Editrice Leonardo da Vinci).</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Discussione sull&#8217;opera di Gilson, &#8220;Le Réalisme méthodique&#8221;, pubblicata in italiano da A. Livi di admin</title>
		<link>http://www.antoniolivi.com/it/?p=67&#038;cpage=1#comment-623</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 16:00:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.antoniolivi.com/?p=67#comment-623</guid>
		<description>I miei complimenti! Effettivamente, lo studio di Dietrich von Hildebrand e di Joseph Seifert portano a una riflessione fenomenologica non più soggettivistica e astratta, ma veramente metafisica. L&#039;impostazoine agostiniana dlpensiero è ancoa più esplicitamente metafisica: una metafisica dell&#039;interiorità che non è soggettivismo (anche se l&#039;autore della svolta soggettivistica, Descartes, si riallaccia ad Agostino). Ma tutto ciò sottintende l&#039;accettazione dellalogica aletica, che fa cominciare la catna delle presupposizoni dalle evidenze primarie del sens comune, tutt di carattere esistenziale: esistono le cose che formano il mondo, esisto io che conosco il mondo, esistono altri simili a me, esiste un ordine morale tra me e glialtri, esiste una prima causa e ultimo fine dell&#039;ordine che c&#039;è nel mondo e nelle relazioni tra gli uomini...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I miei complimenti! Effettivamente, lo studio di Dietrich von Hildebrand e di Joseph Seifert portano a una riflessione fenomenologica non più soggettivistica e astratta, ma veramente metafisica. L&#8217;impostazoine agostiniana dlpensiero è ancoa più esplicitamente metafisica: una metafisica dell&#8217;interiorità che non è soggettivismo (anche se l&#8217;autore della svolta soggettivistica, Descartes, si riallaccia ad Agostino). Ma tutto ciò sottintende l&#8217;accettazione dellalogica aletica, che fa cominciare la catna delle presupposizoni dalle evidenze primarie del sens comune, tutt di carattere esistenziale: esistono le cose che formano il mondo, esisto io che conosco il mondo, esistono altri simili a me, esiste un ordine morale tra me e glialtri, esiste una prima causa e ultimo fine dell&#8217;ordine che c&#8217;è nel mondo e nelle relazioni tra gli uomini&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Discussione sull&#8217;opera di Gilson, &#8220;Le Réalisme méthodique&#8221;, pubblicata in italiano da A. Livi di alberico minucci</title>
		<link>http://www.antoniolivi.com/it/?p=67&#038;cpage=1#comment-622</link>
		<dc:creator>alberico minucci</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 15:27:36 +0000</pubDate>
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		<description>Carissimo professore,

Sto facendo i &quot;primi passi&quot; all&#039;interno del tomismo e della sua proposta filosofica. Negli ultimi tempi mi sono trovato ad assumere con convinzione il punto di vista della fenomenologia realista così come viene interpretata da Hildebrandt, Seifert, Reinach (la mia passione per la filosofia nasce e cresce con Platone ed Agostino). 
Avverto numerosi ed importanti punti di contatto, ma anche un possibile &quot;conflitto di interessi&quot; (usando una terminologia &quot;sportiva&quot; sono un tifoso dell&#039;agostinismo). A suo avviso questa mia &quot;pre-assunzione
può &quot;ostacolare&quot; la comprensione della logica Alethica?
E&#039; giusto se le considero due prospettive che convergono?

Grazie mille</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo professore,</p>
<p>Sto facendo i &#8220;primi passi&#8221; all&#8217;interno del tomismo e della sua proposta filosofica. Negli ultimi tempi mi sono trovato ad assumere con convinzione il punto di vista della fenomenologia realista così come viene interpretata da Hildebrandt, Seifert, Reinach (la mia passione per la filosofia nasce e cresce con Platone ed Agostino).<br />
Avverto numerosi ed importanti punti di contatto, ma anche un possibile &#8220;conflitto di interessi&#8221; (usando una terminologia &#8220;sportiva&#8221; sono un tifoso dell&#8217;agostinismo). A suo avviso questa mia &#8220;pre-assunzione<br />
può &#8220;ostacolare&#8221; la comprensione della logica Alethica?<br />
E&#8217; giusto se le considero due prospettive che convergono?</p>
<p>Grazie mille</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su UN MANUALE PER L&#8217;USO DELLA FILOSOFIA IN TEOLOGIA di admin</title>
		<link>http://www.antoniolivi.com/it/?p=340&#038;cpage=1#comment-476</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 09:12:09 +0000</pubDate>
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		<description>Mi piacerebbe avere qualche notizia e anche il suo recapito per poterle scrivere qualcosa di personale. Ogni sacerdote che sia docente di filosofia e di teologia, indipendenemente dalal stima che ha per me, mi interessa molto, in nome della fraternità sacerdotale e dell&#039;unico scopo che tutti noi abbiamo: far conoscere Gesù, nostro Salvatore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piacerebbe avere qualche notizia e anche il suo recapito per poterle scrivere qualcosa di personale. Ogni sacerdote che sia docente di filosofia e di teologia, indipendenemente dalal stima che ha per me, mi interessa molto, in nome della fraternità sacerdotale e dell&#8217;unico scopo che tutti noi abbiamo: far conoscere Gesù, nostro Salvatore.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Attualità dei &#8220;praeambula fidei&#8221; di admin</title>
		<link>http://www.antoniolivi.com/it/?p=152&#038;cpage=1#comment-475</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 09:07:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.antoniolivi.com/it/?p=152#comment-475</guid>
		<description>Il tema  dei &quot;praeambula fidei&quot; appartiene alla teologia, ma deve essere esaminato con la logica filosofica.
La teologia sostiene che la fede nella rivelazione divina comporta il prendere per vero quello che alcuni testimoni (Cristo, il solo che conosce il Padre,  e poi gli Apostoli da lui inviati a trasmettere la sua dottrina) affermano essere Parola di dio, autorivelazione di Dio.
Ma questo concetto di fede presuppone che l&#039;uomo - la persona alla quale viene rivolto l&#039;annuncio - abbia le condizioni cognitive (logiche) necessarie per credere, e queste condizioni sono:

1) che egli sappia già con certezza che Dio esiste (altrimenti non può credere che abbia parlato);

2) che egli sappia già con certezza di essere un peccatore e che dovrà morire, cosicché rischia la dannazione eterna (alrimentinon può interessargli la rivelazione divina di un Salvatore che gli garantisce la vita eterna).
Queste certezze non possono essere a loro volta oggetto di fede, altrimenti si crea, dal punto di vista logico, un circolo vizioso.  Per qeusto Tommaso d&#039;Aquino si riferisce a queste certezze naturali (patrimono di tutti in quanto fanno parte del senso comune, anche se possono essere eventualmente confermate dalla filosofia) chiamandole &quot;praeambula fidei&quot;, ossia conoscenze naturali che permettono all&#039;uomo - al singolo cui si rvolgel&#039;annunio - di arrivare gradualmente alla fede nel Vangelo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema  dei &#8220;praeambula fidei&#8221; appartiene alla teologia, ma deve essere esaminato con la logica filosofica.<br />
La teologia sostiene che la fede nella rivelazione divina comporta il prendere per vero quello che alcuni testimoni (Cristo, il solo che conosce il Padre,  e poi gli Apostoli da lui inviati a trasmettere la sua dottrina) affermano essere Parola di dio, autorivelazione di Dio.<br />
Ma questo concetto di fede presuppone che l&#8217;uomo &#8211; la persona alla quale viene rivolto l&#8217;annuncio &#8211; abbia le condizioni cognitive (logiche) necessarie per credere, e queste condizioni sono:</p>
<p>1) che egli sappia già con certezza che Dio esiste (altrimenti non può credere che abbia parlato);</p>
<p>2) che egli sappia già con certezza di essere un peccatore e che dovrà morire, cosicché rischia la dannazione eterna (alrimentinon può interessargli la rivelazione divina di un Salvatore che gli garantisce la vita eterna).<br />
Queste certezze non possono essere a loro volta oggetto di fede, altrimenti si crea, dal punto di vista logico, un circolo vizioso.  Per qeusto Tommaso d&#8217;Aquino si riferisce a queste certezze naturali (patrimono di tutti in quanto fanno parte del senso comune, anche se possono essere eventualmente confermate dalla filosofia) chiamandole &#8220;praeambula fidei&#8221;, ossia conoscenze naturali che permettono all&#8217;uomo &#8211; al singolo cui si rvolgel&#8217;annunio &#8211; di arrivare gradualmente alla fede nel Vangelo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su UN MANUALE PER L&#8217;USO DELLA FILOSOFIA IN TEOLOGIA di luca de rosa</title>
		<link>http://www.antoniolivi.com/it/?p=340&#038;cpage=1#comment-472</link>
		<dc:creator>luca de rosa</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 16:32:00 +0000</pubDate>
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		<description>Si avverte molto il bisogno oggi, lo dico da docente di filosofia e da teologo, di una vera filosofia, che apra la mente e il cuore alla ricerca teologica. Grazie a don Antonio Livi e questa iniziativa e sopratutto per il grande lavoro che da tanto tempo svolge in questa direzione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si avverte molto il bisogno oggi, lo dico da docente di filosofia e da teologo, di una vera filosofia, che apra la mente e il cuore alla ricerca teologica. Grazie a don Antonio Livi e questa iniziativa e sopratutto per il grande lavoro che da tanto tempo svolge in questa direzione.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Attualità dei &#8220;praeambula fidei&#8221; di admin</title>
		<link>http://www.antoniolivi.com/it/?p=152&#038;cpage=1#comment-420</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 09:48:22 +0000</pubDate>
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		<description>Si tratta di quelle certezze razionali (l&#039;esistenza di Dio, la responsabilità morale, il peccato, il problema della salvezza eterna) c he rendono possibile accettare il messaggio evangelico, almeno come possibilmente vero (non certamente assurdo, ossia impossibile). Poi i cosiddetti &quot;motivi di credibilità&quot; possono far passare il soggetto dalla certezza che il Vangelo è credibile alla certezza che è davvero da credere (che lo si deve credere per la salvezza). 
Per maggiori chiarimenti leggi il mio libro: &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Razionalità della fede nella rivelazione&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (Casa Editrice Leonardo da Vinci).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta di quelle certezze razionali (l&#8217;esistenza di Dio, la responsabilità morale, il peccato, il problema della salvezza eterna) c he rendono possibile accettare il messaggio evangelico, almeno come possibilmente vero (non certamente assurdo, ossia impossibile). Poi i cosiddetti &#8220;motivi di credibilità&#8221; possono far passare il soggetto dalla certezza che il Vangelo è credibile alla certezza che è davvero da credere (che lo si deve credere per la salvezza).<br />
Per maggiori chiarimenti leggi il mio libro: <em><strong>Razionalità della fede nella rivelazione</strong></em> (Casa Editrice Leonardo da Vinci).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Attualità dei &#8220;praeambula fidei&#8221; di admin</title>
		<link>http://www.antoniolivi.com/it/?p=152&#038;cpage=1#comment-345</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 13:57:08 +0000</pubDate>
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		<description>I termini chiari sono questi.
Si tratta di un problema teologico, ossia di sapere quali sono le condizioni di possibilità logiche dell&#039;atto di fede nella rivelazone cristiana.
Tra queste condizioni di possibilità, alcune riguardano le conoscenze che il soggetto deve possedere per comprendere e ritenere credibili le verità proposte da Dio che rivela i misteri soprannaturali.
La prima di queste conoscenze è la conoscenza (naturale, non per fede nella rivelazione divina) dell&#039;esistenza di Dio. Infatti, non è possibile che una persona prenda per credibile che Dio abbia rivelato le cose che di Lui non possiamo conoscere con la ragione nautrale, se prima questa persona nln è certa che Dio esiste e che può comunicare qualcosa della sua conoscenza perfetta agli uomini. Chi pensasse veramente che Dio non esist e sorriderebbe a chi gli annunciasse che Dio ha parlato agli uomini.
Altre premesse razionali della fede sono queste: la consapevelezza di essere mortali,e che quindi ci sarà la morte, e dopo l&#039;ingresso nell&#039;eternità. Poi la consapevolezza di essere peccatori, bisognosi quindi di redenzione e incapaci di averla con le sole forze della natura umana. Infatti, la rivelazione divina consiste nel far sapere agli uomini che Dio si è fatto uomo per salvarci; san Pietro, nel giorno della Pentecoste, dice: &quot;Non ci è stato dato sotto il Cielo altro nome nel quale possiamo essere salvati&quot;.

Per saperne di più: Antonio Livi (ed.), &quot;Premesse razionali della fede. Teologi e filosofi a confronto sui praeambula fidei&quot;, Lateran University Press, Città del Vaticano 2008.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I termini chiari sono questi.<br />
Si tratta di un problema teologico, ossia di sapere quali sono le condizioni di possibilità logiche dell&#8217;atto di fede nella rivelazone cristiana.<br />
Tra queste condizioni di possibilità, alcune riguardano le conoscenze che il soggetto deve possedere per comprendere e ritenere credibili le verità proposte da Dio che rivela i misteri soprannaturali.<br />
La prima di queste conoscenze è la conoscenza (naturale, non per fede nella rivelazione divina) dell&#8217;esistenza di Dio. Infatti, non è possibile che una persona prenda per credibile che Dio abbia rivelato le cose che di Lui non possiamo conoscere con la ragione nautrale, se prima questa persona nln è certa che Dio esiste e che può comunicare qualcosa della sua conoscenza perfetta agli uomini. Chi pensasse veramente che Dio non esist e sorriderebbe a chi gli annunciasse che Dio ha parlato agli uomini.<br />
Altre premesse razionali della fede sono queste: la consapevelezza di essere mortali,e che quindi ci sarà la morte, e dopo l&#8217;ingresso nell&#8217;eternità. Poi la consapevolezza di essere peccatori, bisognosi quindi di redenzione e incapaci di averla con le sole forze della natura umana. Infatti, la rivelazione divina consiste nel far sapere agli uomini che Dio si è fatto uomo per salvarci; san Pietro, nel giorno della Pentecoste, dice: &#8220;Non ci è stato dato sotto il Cielo altro nome nel quale possiamo essere salvati&#8221;.</p>
<p>Per saperne di più: Antonio Livi (ed.), &#8220;Premesse razionali della fede. Teologi e filosofi a confronto sui praeambula fidei&#8221;, Lateran University Press, Città del Vaticano 2008.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Discussione sull&#8217;opera di Gilson, &#8220;Le Réalisme méthodique&#8221;, pubblicata in italiano da A. Livi di admin</title>
		<link>http://www.antoniolivi.com/it/?p=67&#038;cpage=1#comment-210</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 13:40:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.antoniolivi.com/?p=67#comment-210</guid>
		<description>Puoi leggere &quot;Verità del pensiero&quot; (Lateran University Press, Città del Vaticano 2002): c&#039;è un intero capitolo dedicato all&#039;esperienza. Poi un approfondimento si trova in &quot;Senso comune e legica aletica&quot; (Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2005).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Puoi leggere &#8220;Verità del pensiero&#8221; (Lateran University Press, Città del Vaticano 2002): c&#8217;è un intero capitolo dedicato all&#8217;esperienza. Poi un approfondimento si trova in &#8220;Senso comune e legica aletica&#8221; (Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2005).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Discussione sull&#8217;opera di Gilson, &#8220;Le Réalisme méthodique&#8221;, pubblicata in italiano da A. Livi di Cristian Benvenuto</title>
		<link>http://www.antoniolivi.com/it/?p=67&#038;cpage=1#comment-209</link>
		<dc:creator>Cristian Benvenuto</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 23:38:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.antoniolivi.com/?p=67#comment-209</guid>
		<description>Potrebbe indicarmi i suoi testi dove posso trovare maggiore approfondimento circa la conoscenza immediata o esperienza? la ringrazio nuovamente...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Potrebbe indicarmi i suoi testi dove posso trovare maggiore approfondimento circa la conoscenza immediata o esperienza? la ringrazio nuovamente&#8230;</p>
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